martedì 18 marzo 2014

MOZIONE SUI CONSULTORI IN ZONA 9

Mantenimento dell’attuale attività dei consultori familiari e implementazione dei servizi offerti

Il Consiglio di Zona 9

Premesso che
  • I Consultori familiari Pubblici sono strutture territoriali e interdisciplinari di prevenzione, accoglienza e cure primarie nel campo della salute sessuale e riproduttiva, con la molteplicità d’idonee figure professionali previste per svolgere queste funzioni così come regolato dalla normativa nazionale (L. 405/75) e regionale (L.r. 44/76). Così come regolamentati, costituiscono un modello che conserva tutta la sua modernità;
  • Le attività e gli obiettivi sono quelli di assicurare sostegno alla famiglia e alla coppia e quello di promuovere azioni di tutela per una procreazione responsabile; 
Preso atto che
  • che nel PRS 2013-2018 si delinea la volontà della Giunta di Regione Lombardia di procedere ad una riforma dei consultori familiari che prevede la loro trasformazione in “Centri per la famiglia”, per la quale sono state avviate nel 2011 e nel 2012 delle sperimentazioni, con funzioni di ascolto, orientamento e supporto psicopedagogico alla famiglia nelle diverse fasi del ciclo di vita (nascita, maternità/paternità, supporto alla genitorialità, adolescenza, situazioni di fragilità con particolare riguardo agli anziani e alle persone con disabilità);
  • che la Regione, con la Dgr 937, dichiara l’intenzione di ridefinire la “ mission” dei Consultori Familiari trasformandoli in Centri per la Famiglia “in grado di assicurare la presa in carico globale di tutte le problematiche che riguardano le famiglie in senso lato con particolare rilievo alle funzioni di ascolto, orientamento, supporto e sostegno psicopedagogico…”; 
  • che nella determinazione in merito alle “regole di gestione del Servizio Socio Sanitario regionale 2014” si fa preciso riferimento ai progetti di sperimentazione sulla nuova funzione dei consultori come “Centri per la famiglia”, indicando come termine il mese di giugno 2014 per procedere alla stabilizzazione delle nuove funzioni e all’estensione delle stesse a tutte le Unità d’offerta consultoriali;
Considerato che:
  • La rete ASL Milano comprende consultori a gestione diretta dell'ASL (20 di cui 18 Consultori pubblici a Milano oltre a 8 sedi distaccate, 18 consultori privati accreditati a contratto di cui 15 a Milano e 4 CF privati non accreditati;
  • la ASL distretto 2 coordina i servizi per le zone di decentramento 8 e 9 della città di Milano e che il processo descritto in premessa interesserà anche i Consultori Familiari pubblici presenti nel nostro territorio per la precisione: Via Cherasco 9 -Via Brivio 9 - Via Val di Bondo 9 - Largo de Benedetti 9;
l'attuale situazione dei consultori pubblici e privati accreditati mostra nel nostro territorio:
  • una dislocazione non omogenea; 
  • orari di apertura al pubblico diversi da struttura a struttura; 
  • una riscontrabile diversità dei servizi offerti tra quelli pubblici e quelli accreditati che non consente l'attivazione di una capillare rete di servizi all'utenza, con medesimi standard soprattutto in riferimento ai servizi sanitari e sociali;
Dato inoltre :
  • che le scarse risorse destinate ad investimenti minano la possibilità di un accreditamento strutturale di alcune sedi, e che nello specifico le sede del consultorio di via Val di Bondo 9 non ha ricevuto tale accreditamento;
  • che in seguito alla soppressione dal gennaio 2014, del servizio di andrologia, si evidenzia un serio rischio per la salute della popolazione maschile, non colmabile dal semplice servizio di endocrinologia pediatrica previsto per i giovani;
Considerato altresì che:
  • da segnalazioni pervenute ad alcune/i Consigliere/i Regionali, nella nostra Regione si sta procedendo a dismissioni, a riduzioni delle prestazioni in termini orari nonché al mancato turn over di competenze professionali specificatamente rivolte alla salute della donna, come anche confermato da parte di operatori e rappresentanti sindacali dei consultori di Milano intervenuti nell’ambito della Commissione “Politiche sociali” del Comune di Milano che si è svolta di recente sul tema; 
  • da parte della giunta regionale si annuncia una trasformazione stabile delle funzioni dei consultori che implicherebbe l’implementazione di nuove competenze professionali, dedicate ad interventi rivolti più in generale alle famiglie nel loro complesso, con un sicuro aumento della domanda legato al nuovo target d’utenza che non si limiterà alla richiesta di ascolto, quanto piuttosto alla ricerca di risposte specialistiche in grado di fornire supporto e aiuto nella rilettura dei problemi; 
  • tale trasformazione snaturerebbe la mission e le funzioni che la normativa nazionale e regionale attribuisce ai consultori, oltre al fatto che, senza la previsione di risorse aggiuntive, non si potrebbero assicurare i servizi né tantomeno le professionalità e la qualità degli stessi;
  • che gli attuali criteri di accreditamento dei consultori privati non garantiscono un’offerta di servizi sanitari equivalenti a quella dei consultori pubblici;
Impegna il Sindaco di Milano e gli Assessori competenti
  • a intervenire nei confronti della ASL al fine di garantire la funzionalità e il rafforzamento delle prestazioni dei consultori pubblici milanesi per far fronte adeguatamente ai crescenti bisogni delle donne e delle famiglie;
  • promuovere tutte le possibili iniziative, nell’ambito della propria competenza, per sollecitare la Regione affinché attui tutte le azioni necessarie, volte alla valorizzazione dei consultori pubblici senza snaturarne la “mission” prevista dalla normativa nazionale tutt’ora vigente. In tal senso sarebbe necessaria una Conferenza dei Servizi;
indica alla giunta di Regione Lombardia e agli assessori competenti
  • di sviluppare e valorizzare prioritariamente la rete dei consultori pubblici così da rispettare la percentuale di presenza sul territorio prevista dalla 34/96, recante ‘Disposizioni urgenti in materia di strutture e di spese del Servizio sanitario nazionale’ al fine di assicurare la realizzazione in ogni distretto delle attività e degli obiettivi di sostegno alla famiglia ed alla coppia e di promozione e tutela della procreazione responsabile;
  • di assicurare risorse certe e aggiuntive volte all’implementazione degli organici e degli interventi fortemente impoveriti negli ultimi anni con un conseguente abbassamento del livello quali-quantitativo delle prestazioni; tra gli interventi, si ritiene necessario, nell’ambito dell’attività di prevenzione, reintrodurre, attraverso progetti mirati, l’educazione sessuale nelle scuole ad opera di operatori specializzati;
  • di garantire la multidisciplinarietà degli interventi attraverso la presenza di tutte le figure professionali previste dalla normativa vigente e, perseguendo gli obiettivi e la piena applicazione della legge 194/78, in particolare nelle parti che si riferiscono alla prevenzione ed al ruolo dei consultori familiari, quali punto di riferimento importante per le donne italiane e straniere.