martedì 18 marzo 2014

TAFAZZI ED IL SUO ORTICELLO

"Ma i pensionati?"
"Non si fa niente per le partite IVA?"
"3 miliardi per la scuola non sono sufficienti!"

La più grande battaglia che sta conducendo Matteo Renzi, e noi con lui, è quella culturale contro il disfattismo ed il tafazzismo di una certa sinistra, quella sempre pronta a criticare, quella che sfascia, quella non in grado di assolvere al compito di cambiamento, quella che sta stretta nella contemporaneità.

Dei provvedimenti annunciati dal Presidente del Consiglio in conferenza stampa mercoledì non ce n’è uno nel quale non riconosco quell’esigenza di cambiamento e di uguaglianza per la quale, qualche anno fa, ho scelto di cimentarmi in questa avventura politica nel PD.

C’è il DDL sul mercato del lavoro, di cui il Parlamento dovrà discutere, con l’introduzione, fra le altre cose, del contratto unico, del salario minino e del sussidio di disoccupazione.

C’è la riduzione del cuneo fiscale, con il taglio di 10 miliardi dell’IRPEF scaglionato per i redditi inferiori ai 1500 euro netti al mese, che significherà un guadagno netto mensile di circa 80 euro, e quello del 10% dell’IRAP per le imprese (finanziato con l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%), oltre al taglio del 10% del costo dell’energia, sempre per le aziende.

E ci sono anche 1,7 miliardi di euro stanziati per garantire ai giovani fra i 18 ed i 29 anni l’ingresso nel mercato del lavoro o il proseguimento degli studi, soldi per la verità ottenuti da Enrico Letta qualche mese fa in Europa.

C’è lo sblocco di 3,5 miliardi per un piano dell’edilizia scolastica con la costituzione di una unità di missione appositamente costituita a Palazzo Chigi che lavorerà di concerto con il MIUR, in modo da far ripartire anche il mercato dell’edilizia, soprattutto quello legato al territorio e alle piccole medie imprese.

C’è l’attenzione al dissesto idrogeologico di questo Paese con lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per la tutela del nostro territorio ed il piano casa per gli appartamenti di edilizia pubblica residenziale.


E, da ultimo, fondamentale, lo stanziamento di 500 milioni per le imprese del terzo settore, quelle che si occupano dei temi del welfare.

E' sufficiente? No.

Ma finalmente, dopo anni, ho la sensazione che ci siamo messi in cammino sulla strada giusta per riportare questo Paese ad uno stato di cose accettabile. Se Renzi non riuscirà in questa impresa sarà una grandissima delusione per tutti, se invece ce la farà ne trarremo grandi benefici.
C'è chi tifa incredibilmente per la prima ipotesi solo per salvaguardare il proprio piccolo e minuscolo orticello, alla faccia dell'inflazionato bene comune.