venerdì 6 aprile 2012

IO NON SALTO ADDOSSO AI LEGHISTI

Ho assistito oggi, come tutti, alla giornata nera della Lega Nord: dimissioni, faide, soldi rubati, gestione familiare, distrazione di risorse al movimento, smarrimento dei militanti, rabbia, disorientamento.
Oltre a questo ho anche visto, e sono stato sollecitato in questo senso, l'immediata ghigliottina mediatica, soprattutto sui social network: zero contenuti, molti insulti, molto senso di rivalsa (rispetto a cosa?), nessuna articolazione del ragionamento (e non ho guardato molto twitter, dove necessariamente bisogna stare in 140 caratteri).
Assistevo a tutto questo e, spontaneamente, mi sono venute in mente le tante persone normali (ebbene sì, cari benpensanti di sinistra, normali), che hanno creduto e credono in questo movimento, hanno speso e spendono il loro tempo libero, volantinano, viaggiano, ci mettono soldi di tasca loro.
Sarà che al Pd non siamo nuovi a certe situazioni, sarà che quando succedono certe cose conosco la difficoltà di spiegare che no, non siamo tutti ladri, che anzi ci sentiamo molto più presi in giro noi "dentro" il partito che le persone che seguono da "fuori", sarà che riconosco la passione politica come un valore, sarà per tutto questo messo insieme e per chissà cos'altro che vorrei rivolgere un pensiero alle tante persone che si sono sentite tradite.
Non condivido quasi nulla del vostro sentire politico, credo che la Padania sia un'invenzione (tanto che la segna come errore anche il correttore di google, per dire), credo che gli immigrati non si possano respingere come bestie, credo che il federalismo stia in piedi soltanto se è solidale, credo nella libertà di culto e nella costruzione di edifici per permettere a tutti di pregare, credo che in politica vadano usati altri toni rispetto a quelli cui siete abituati, non credo siate nostri interlocutori politici. Non condivido nulla ma, per oggi, lascio da parte tutto questo, anche se ad alcuni può sembrare paradossale.
Abbiate la forza di fare pulizia, di riappropriarvi del vostro partito.
Lo auguro a voi così come lo auguro a me stesso.
Poi ci rivedremo nelle piazze, nei mercati, nelle aule: la forza delle mie parole e delle mie argomentazioni sarà più forte delle vostre, talora sguaiate e volgari. Voglio battervi così, democraticamente, con la forza delle mie idee. Non perché qualcuno si è approfittato dei vostri sogni politici.