sabato 28 gennaio 2012

PERSONE IN DIFFICOLTA' O PREVARICAZIONE ISTITUZIONALE?

Le parole di Marco Granelli rispetto al provvedimento preso ieri dalla Giunta mi sembrano quelle più sensate.
Al netto degli integralismi di una parte e dell'altra (mi riferisco in particolare all'editoriale di Avvenire).
Discutere del ruolo del Consiglio mettendolo davanti alle difficoltà di molte persone che non arrivano alla fine del mese mi pare francamente discutibile.
La posizione del PD è chiara a sostegno della decisione della Giunta, rimarcando la necessità di discutere del registro in consiglio, affinché sia una scelta fatta nelle Istituzioni democratiche, visto che riguarda la sfera dei diritti.
Il valore della famiglia va difeso, non a scapito dei diritti di altri.
Ecco il comunicato dell'Assessore:
Il provvedimento sui fondi anticrisi approvato ieri dalla giunta comunale non ha niente a che fare con ‘battaglie’ di natura ideologica e tantomeno rappresenta una forzatura normativa. Punta esclusivamente a dare un aiuto a persone e famiglie milanesi in difficoltà con i soldi che l’amministrazione precedente non ha saputo utilizzare. Lo sostiene, in una nota, l’assessore alla Sicurezza e alla Coesione Sociale Marco Granelli. “La delibera - sottolinea Granelli - ha per oggetto il fondo anticrisi e cioè il contrasto alla crisi economica agendo su due problematiche che sono sempre più diffuse e critiche e che generano stati di indigenza: perdita del lavoro e del reddito, difficoltà nel mantenere un'abitazione (difficoltà a pagare l'affitto o a pagare le rate del mutuo). Le risorse non sono nuove ma riferiscono a bandi realizzati dalla precedente Giunta e rimaste inutilizzate. Abbiamo quindi deciso di renderle più fruibili a favore di persone e famiglie in difficoltà. Ritengo quindi corretto che come criterio di accesso si sia deciso di fare riferimento alle persone esistenti nello stato di famiglia presso l'anagrafe cittadina, secondo quanto previsto dal DPR del 1989 che afferma: "Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune." Infatti qui non si trattava di definire la famiglia, ma di stabilire criteri di accesso a risorse destinate ad aiutare chi perdendo il lavoro ha difficoltà di reddito e a mantenere la casa” conclude Granelli.