giovedì 23 gennaio 2014

CHE COSA STIAMO COMBINANDO (TUTTI)

Io non so come sia possibile che tutte le volte che il PD è sulla breccia per il buono che riesce ad esprimere, immediatamente riesce a capovolgere la frittata e a dividersi per cose che una persona normale reputa come incomprensibili.
La situazione, non credo di esagerare, è drammatica. I motivi sono davanti agli occhi di tutti: non c'è lavoro, i giovani scappano all'estero, la tassazione è altissima, le famiglie fanno sempre più fatica, i consumi calano, i Comuni sono in difficoltà, la politica non è più credibile. Basta stare in mezzo alle persone normali, che non si occupano ventiquattro ore su ventiquattro di politica, per accorgersene.
Ha ragione Matteo Renzi quando dice che non c'è più tempo. Ne abbiamo sprecato troppo.

Certo, l'altro giorno ha sbagliato ad attaccare Cuperlo.
L'argomentazione era corretta? sì. Anche lui ha ricevuto attacchi ben peggiori? sì. Si sta facendo una polemica strumentale sulle preferenze? sì.
La franchezza bisogna saperla dosare, in particolare quando si ha un ruolo importante a capo di una comunità, soprattutto, permettetemelo, se si arriva da una cultura cattolica.

Detto questo, nessuno però può sottrarsi dalla delicatezza del momento.
Non mi sconvolge l'ingresso di Silvio Berlusconi nella sede del mio Partito. Non mi sfugge il fatto che sia stato condannato e nemmeno quello che rappresenta. Di fronte all'impellenza di riformare l'assetto istituzionale di questo Paese per me questo passa in secondo piano. E' una concessione dell'etica alla politica, è evidente, ma c'è un intero Paese che non ne può più e non capirebbe.

Avanti quindi con il ritmo imposto dal Partito Democratico, avanti con le riforme: quella delle legge elettorale, depositata oggi alla Camera, quella del titolo V che coinvolge le regioni e quella del Senato.
Aspettando quella più importante, quel job act che sta prendendo forma nella nuova Segreteria e che dovrà essere la vera pietra angolare di una ricostruita credibilità della politica. Smettiamola di litigare fra noi e lavoriamo sodo, tutti, per riconquistare fiducia garantendo risposte ai problemi seri di questa Italia.