martedì 29 ottobre 2013

ECONOMIA CIVILE

Un interessante articolo sulla vicenda di Olivetti, oggi, su Avvenire:
Quella di Olivetti era semplicemente l’economia italiana, cioè l’erede dell’economia dei Comuni, dell’Umanesimo civile, degli artigiani artisti, dei cooperatori... La "terza via" di Olivetti era troppo italiana per poter essere riconosciuta dagli italiani, perché metteva a reddito, in piena post-modernità, i tratti tipici e migliori della nostra vocazione: creatività, intelligenza, comunità, relazioni, territori. Uno "spirito del capitalismo" italiano, ed europeo, quindi diverso da quello americano che stava già dominando il mondo, dove il sociale inizia quando si esce dai cancelli dell’impresa e l’imprenditore crea la fondazione filantropica "per" i poveri. Il capitalismo di Olivetti si occupava del sociale e dei poveri durante l’attività d’impresa. È l’inclusione produttiva è una delle parole-chiave dell’umanesimo olivettiano, una parola ancora oggi tutta da esplorare.