venerdì 27 aprile 2012

A COMINCIARE DALLE COMUNITA'

Un mio articolo per il "Sicomoro" di Aprile.

Il governo Monti ha accentuato la sensazione, se mai ce ne fosse bisogno, che i partiti, così come sono strutturati, non riescono a svolgere il loro ruolo di progettazione ed attuazione di politiche volte a favorire il bene comune. E' evidente che assistiamo, giorno dopo giorno, ad una disgregazione politico - sociale che danneggia nel profondo il senso di appartenenza ad una comunità, spingendoci sempre più a chiuderci nelle nostre esistenze, a pensare alla politica come ad una cosa sporca, a prendere le distanze da chi la frequenta.
Vista la confusione valoriale esistente nei tempi che stiamo vivendo, ci si ritrova a rincorrere di continuo  l'emergenza, slegandola completamente da un necessario orizzonte progettuale nel quale inserirla.
Se ci pensiamo bene questa difficoltà progettuale è assimilabile alla difficoltà del credente (fatte le dovute proporzioni) di vivere la propria vita terrena contestualmente al desiderio di trascendenza: per dirla in parole semplici, di conciliare cielo e terra.
Chi oggi è impegnato in politica dovrebbe porsi il problema di come assimilare cielo e terra, presente e futuro, emergenza e progettualità, come in fondo auspicato dal Cardinal Scola nella sua omelia di Sant'Ambrogio: questo periodo di crisi e travaglio deve essere un momento di rielaborazione e rinascita.
Arrivato a questo punto del ragionamento mi faccio una domanda: quale rinnovamento è possibile senza i giovani? Quale rinascita auspichiamo senza l'ausilio di forze fresche? Come è possibile raggiungere l'obiettivo del rinnovamento senza confronto e discussione?
E' necessario allora che, partendo da Milano, Diocesi storicamente attenta ai temi del sociale, ci sia un sussulto di partecipazione dei cattolici in politica.
E' necessario non fuggire, ma invadere i partiti a seconda delle proprie sensibilità e appartenenze, perché la credibilità della politica e dei partiti, architravi di una democrazia matura e quanto mai necessaria, si ricostruisce con testimonianze coerenti di chi vive quel mondo.
Per questo non dobbiamo aver paura di discutere, di confrontarci, di pensarla diversamente, anche di  dividerci. Avere rispetto fra noi, alzare l'asticella del dibattito, aspirare ad un confronto approfondito, sposare uno stile sobrio, sono i primi passi che ci sono richiesti per creare un clima politico che ci aiuti a conciliare una volta di più cielo e terra, magari facendosi ispirare da figure illuminate che possono aiutarci a tracciare la strada, come abbiamo fatto il 10 marzo, all'incontro di spiritualità per politici, lasciandoci provocare dalla figura di Giuseppe Toniolo, dal suo insegnamento quanto mai attuale per un’economia a misura d’uomo.
Grandi testimonianze che chiamano ciascuno di noi a fare la sua parte, come donne e uomini di buona volontà.

P.s. Chi volesse ricevere mensilmente via mail "Il Sicomoro" me lo faccia sapere (via mail, per l'appunto).