giovedì 7 febbraio 2013

UN PICCOLO AIUTO

La prospettiva è completamente ribaltata, ancora una volta. Anziché parlare di futuro, di prospettive, di progetti, ci ritroviamo a parlare delle battute di un comico invecchiato, un parolaio da quattro soldi che ci ha portati sull'orlo del baratro con promesse fantasmagoriche sempre disattese.
Sicuramente è colpa dei politici, altrettanto sicuramente è colpa di un sistema d'informazione schiavo del mercato che ricerca il sensazionalismo abdicando al ruolo prezioso di informazione che dovrebbe svolgere in una democrazia compiuta.
Allora, là dove ci sono delle lacune, sforziamoci noi.
Sforziamoci di cercare chi nei programmi sceglie di prendersi cura delle scuole che oggi cadono a pezzi, chi pensa che in Italia la cultura possa essere un core business del sistema Paese, chi parla di case di proprietà ma non si dimentica che c'è una intera generazione che vive in una stanza presa in affitto. Scegliamo chi all'Europa ci crede per davvero come possibilità di crescita, quell'Europa che da secoli ha scelto di mettere al centro l'uomo e non il mercato. Scegliamo chi non ha paura di dire che le cose così come stanno non vanno bene e preferisce preoccuparsi della prossima generazione piuttosto che del prossimo sondaggio. 
Scegliamo chi è in grado di rischiare perché non ci sono cambiamenti che non comportino qualche strappo doloroso, scegliamo chi mantiene uno stile adeguato al ruolo che ricopre e che vorrebbe ricoprire. Come dice la fantastica pubblicità della Ceres, non ci asteniamo. Facciamo valere i nostri sogni. Facciamo pesare le nostre esigenze. Parlate con i vostri amici, discutete di politica, non tiratevi indietro, non vergognatevi. Abbiate la forza di credere che questa Italia e questa Europa possono cambiare, anche grazie al vostro piccolo ma prezioso aiuto.