giovedì 10 gennaio 2013

NON APRITE QUELLA PORTA

L'editorale per Polifemo. 5 poli. 5 idee diverse dell'Italia. 5 modi diversi di intendere la politica.

INGROIA
Evidentemente il Guatemala non era interessante o all'altezza delle sue aspettative. Insieme a lui, oltre al partito della Santa Inquisizione di Travaglio, De Magistris, Di Pietro & Co, anche i compagnoni di Rifondazione Comunista di Ferrero e gli altri, sempre comunisti, di Diliberto, oltre ad alcuni volti noti della cosiddetta società civile. Probabilmente i disegni di legge si tramuteranno, come acqua in vino, in avvisi di garanzia. Detentori dello scettro della sinistra sinistra, duri e puri, complottisti, dietrologi fino allo sfinimento. I loro totem sono Rossi e Turigliatto, orgoglio di una sinistra in Parlamento che fu e che, vorrebbero, ritorni protagonista. Fra una insinuazione verso il Presidente della Repubblica e un attacco verso il dilagante imperialismo occidentale tenteranno in tutti i modi di far cadere il governo. A prescindere.

GRILLO
In carenza seria di smalto. Dopo il flop delle primarie online e le scomuniche interne, con conseguenti esodi, sembra un po' in affanno. Si sa che è contro il "Sistema" con la s maiuscola e che manderebbe a fare in culo chiunque, a prescindere. Qualche difficoltà in più per capire quali sono le proposte. Anche perché, come nel caso di Parma, hanno fatto molte promesse che non hanno potuto mantenere. Governare è più difficile che sbraitare. Dopo la traversata dello Stretto chissà quali prodezze atletiche ci aspettano.

BERLUSCONI
Stoicamente si sacrifica per il Pdl risalendo in sella provando a rinvigorire il puledro che stava già pensando alla sua carriera da stallone e che, invece, è dovuto tornare alle gare. Obiettivi quelli di sempre: lotta al comunismo in tutte le sue accezioni, in particolare la versione toga rossa, riforma di tutto. Idee un po' confuse. Monti sì, Monti no, Europa sì, Europa no, Italia  sì, Italia no...insomma, la solita terra dei Cachi. Da sottolineare una novità: l'alleanza con la Lega. Pare che alcuni osservatori riportino di aver visto con i loro occhi delle scope riposte negli sgabuzzini di via Bellerio. Tutta la sporcizia è dentro quella stanza. Non aprite quella porta.

MONTI
C'è un detto molto diffuso che recita così: dopo ogni salita c'è sempre una discesa. 
La salita di Monti in politica è durata cinque secondi circa, dopodiché è cominciata la discesa negli inferi del centro. Pare che per riformare la politica e far rialzare la testa all'Italia servano le seguenti cose: allearsi con Fini e Casini, andare molto in televisione, uccidere il bipolarismo, fare molte promesse che non combaciano con quello che si è fatto fino a tre giorni prima al governo, utilizzare termini come silenziare e, perché no, prendersela con la Cgil, che non guasta mai. Cose che, effettivamente, nessuno ha mai fatto. Francamente lo preferivamo prima della salita e della repentina discesa, quando si muoveva nelle sfere celesti. 

BERSANI
Scomparso o quasi dalla televisione, concentrato a regolare il traffico nel Pd, è riuscito, facendo qualche ferito di troppo, a chiudere le liste, concedendosi perfino un pranzo con l'ex rivale Matteo Renzi. 
Ora, dice, farà la lepre, gli altri dovranno inseguire. Sperando di non soffrire della sindrome "gioiosa macchina da guerra". La campagna acquisti è stata ampia e variegata. La squadra è molto eterogenea, si parte da Vendola, si passa da Fassina, si arriva a Mucchetti e Galli (ex Confindustria). Fra un proverbio e l'altro, fra un cartellone pubblicitario francamente grigiastro e una campagna tutta rivolta contro l'uomo solo al comando e a favore del collettivo, troviamo sia la persona giusta a capo della squadra giusta per governare l'Italia. Che ci volete fare. Sono di parte. Non siamo mica qui a giocare a tresette.