lunedì 16 aprile 2012

TITANIC, PD

Mi sembra quasi ridicola la litania contro l'antipolitica intonata da diversi leader politici (Bersani compreso, obviously) nelle ultime ore: non tanto perché io sia d'accordo con Grillo (chi legge questo blog sa come la penso a riguardo), tanto perché trovo sconcertante il modo con cui il problema viene affrontato.
Pippo ne parla oggi, facendo considerazioni condivisibili.
Io proverei ad andare oltre.
Il Movimento 5 stelle pone questioni per lo più sacrosante: open government, partecipazione, legalità, lotta alla corruzione, green economy, programmi di innovazione tecnologica. Certo, lo fanno in modo discutibile, becero, populista. Lo fanno facendo di tutta l'erba un fascio (su alcune cose, come dargli torto). Lo fanno fingendo di non essere un partito e di avere democrazia all'interno del Movimento.
Piace, soprattutto ai giovani, perché parla il linguaggio del suo tempo, offre la speranza di fare dell'Italia un paese pulito, rispecchia le esigenze di chi per troppo tempo ha visto la politica avvinghiarsi a sé stessa (e alle poltrone), è un'esperienza che sta prendendo piede in tutta Europa.
Io credo che il punto sia proprio questo. Smettiamola di avere paura del Movimento 5 stelle. E' populista? sì. E' un movimento leaderistico. Certo. Pone questioni che ci dovrebbero stare a cuore? Io penso proprio di sì.
Allora scendiamo in campo, sfidiamolo nel merito delle questioni, facciamo nostre alcune di quelle battaglie sacrosante, dimostriamo, insomma, di avere a cuore il bene comune più che le poltrone.
Il rischio, altrimenti, è che il Pd finisca come il Titanic, affondato da un'iceberg di cui è riuscito a vedere solamente la punta, ma che in realtà da anni cresce sotto il pelo dell'acqua, molto più grande di quanto qualcuno sia riuscito ad immaginare.
La via è quella del ricambio, perché qualcuno, inesorabilmente, continua a guardare la mappa al contrario, portandoci inesorabilmente verso lo schianto.