mercoledì 5 dicembre 2012

LA' DOVE C'ERA...

Incredibilmente vicino a noi, là dove è nata la democrazia. Per fermare queste persone non si deve mollare un centimetro. Anche da noi. Perché il rischio è dietro l'angolo.

36,1%

Questa la metto qui a futura memoria. Giusto per ricordarmi cosa succede quando questo partito fa quello che deve fare. Quasi mi viene un coccolone.


Se facciamo le primarie per i parlamentari Baumgartner ci fa un baffo: sfondiamo il muro del 40%.

martedì 4 dicembre 2012

CANDIDATI AL PARLAMENTO

Fatevi un giro su questo tumblr creato da Fabio Chiusi. Raccoglie i migliori video di presentazione dei candidati 5 stelle al Parlamento. Qui un antipasto.

PRIMARIE PER I PARLAMENTARI

Due articoli interessanti oggi.
L'editoriale di Ezio Mauro:
Ma guai se Bersani si farà riagguantare dagli "elefanti" del partito, se si farà rinchiudere nel recinto del suo gruppo di vertice, interessato al dividendo della vittoria. Ormai è chiaro che quel partito è forte solo se è contendibile, scalabile, aperto, nuovo davvero. E qui Renzi, apriscatole del sistema, può essere più utile del "renzismo": con un'alleanza per rinnovare metodi e politica e per battere la destra, visto che l'avversario - finite le primarie - torna a star fuori e non dentro il partito.
E l'intervista a Romano Prodi:
Il ricambio generazionale è necessario. Ma deve partire dal basso. Non è il segretario che deve circondarsi di chissà quale schiera di eletti, ma vanno create le condizioni perché possa emergere una nuova classe dirigente
C'è uno strumento che possiamo utilizzare, soprattutto se, come pare, non si farà la legge elettorale: le primarie per i parlamentari. Non farle sarebbe un errore madornale. Qui trovate qualche idea.

LETTERA A MATTEO (E A CHI L'HA SOSTENUTO)

Caro Matteo,
c'ero a quella prima Leopolda, nel 2010, quella della panchina e dei 5 minuti, quella di Willy il coyote che cattura Beep Beep, quella in cui c'era Civati, quella in cui per la prima volta abbiamo alzato la testa e immaginato la Prossima Italia da protagonisti, quella della rottamazione.
In questo mese, con qualche perplessità, ho scelto di sostenere Pierluigi Bersani. Non per calcolo politico, né per convenienza personale, come qualcuno potrebbe insinuare, ma per motivi che sono immediatamente riconducibili all'intervento che avevo fatto a Firenze nel 2010. Oltre a servizio, che le racchiudeva tutte, erano tre le parole chiave che avevo scelto: passione, concretezza, umiltà.
In questi anni ho continuato a seguirti con attenzione e stima, condividendo le tue battaglie per un rinnovamento politico, anche su questo blog.
Negli ultimi mesi hai lanciato la tua sfida ed è qui, secondo me, che hai commesso qualche errore.
Comincio dai meriti che ti vanno riconosciuti. Sei riuscito a suscitare una forte passione per la politica in molti che non ci credevano più e, fra quei molti, ci sono moltissimi della mia generazione che per la prima volta si sono interessati della "cosa pubblica". Per questo il Pd deve esserti riconoscente. Passione per la politica che è incontestabilmente presente in ogni tuo intervento, passione per la politica che ti ha portato a mettere in campo molti temi che da qualche tempo non entravano nella cosiddetta agenda del nostro partito.
Certamente hai provato ad essere concreto, presentando il tuo programma in modo chiaro (chi dice che è di destra farnetica), con strumenti di comunicazione adatti ai tempi che viviamo, girando per l'Italia, senza mai tirarti indietro.
Come avrai notato ho utilizzato due delle parole che citavo nell'intervento per Prossima Fermata Italia. I problemi, per me, iniziano quando si arriva all'ultima: l'umiltà. Non parlo dell'ambiziosa sfida lanciata per la premiership, legittima e meritevole, né del tuo carattere, né del linguaggio utilizzato nel corso della campagna, coerente con il racconto che hai portato avanti.
La cosa che contesto e che mi ha spinto a stare dall'altra parte è che non sei riuscito a fare squadra con chi ti aveva accompagnato in questi anni, mentre Bersani ha garantito, dal mio punto di vista, proprio questo. Hai lasciato per strada non solo i nomi noti, ma una intera generazione dentro e fuori il partito che aveva intravisto la possibilità di far saltare il banco, portando avanti nuove modalità di sintesi sui temi che più ci stanno a cuore. Me la prendo con te perché eri quello nella condizione di poter fare il capitano del famoso "squadrone", vincendo la partita, ed invece hai scelto di giocare in una squadra fatta a tua immagine e somiglianza, che è riuscita ad arrivare ad un buon risultato, ma, com'era prevedibile, non ha vinto. E non ha vinto perché hai lasciato fuori dalla porta un pezzo di Pd. Quello che sente sulla propria pelle tutti i giorni la necessità di un ricambio generazionale per affrontare al meglio le sfide che ci attendono, ma che comunque al proprio partito vuol bene. Io credo che tu non gliene abbia voluto abbastanza, o ,comunque, non l'abbia dimostrato con la necessaria forza. Perché c'è modo e modo di dire le cose.
Quando bisogna spronare qualcuno cui si vuole bene, qualcuno che deve affrontare una sfida terribile, bisogna capire il momento che sta vivendo per aiutarlo nel migliore dei modi. Se si trova in un momento di difficoltà credo sia inutile aggredirlo facendogli notare gli errori. E' meglio fargli capire con le buone che, nonostante gli errori fatti, può rialzare la testa e vincere la sfida che lo attende.
Tu hai scelto, legittimamente, di alzare la voce e hai creato una situazione in cui la tua vittoria avrebbe, di fatto, messo in crisi l'esistenza del Pd, per ragioni politiche che credo siano sotto gli occhi di tutti. Se avessi avuto il coraggio di confrontarti con altri sareste riusciti a formulare una proposta più forte, più condivisa e altrettanto rivolta al futuro, alzando ulteriormente l'asticella. Probabilmente avreste vinto.
Quel che è fatto è fatto, e con i se e i ma non si scrive la storia.
Passate queste primarie però non passano le battaglie che da anni proviamo a fare insieme.
E allora chiedo a te e a chi ti ha sostenuto di non scappare dal Pd e dalle responsabilità. Perché ci sarà bisogno di te e della proposta politica che rappresenti per governare al meglio delle nostre possibilità questo Paese. E ci sarà bisogno di tutti quelli che hai coinvolto per cambiare questo Pd dalla base.
Perché le cose si cambiano da dentro il partito, iscrivendosi, partecipando alla sua vita politica, scontrandosi con le difficoltà e con chi la pensa diversamente, come qualcuno di noi (nel noi, ovviamente, ci sono anche molti di "voi") fa già da qualche anno. Bello, ma troppo semplice, sarebbe salire sul carro dei Comitati e scendere proprio ora, quando serve tutta la vostra energia e lo straordinario impegno che avete messo in questa campagna per le primarie per provare a cambiare l'Italia e il Partito Democratico. Sporchiamoci le mani tutti insieme, tenerle pulite non servirebbe a nulla.

lunedì 3 dicembre 2012

RESTANO COMUNISTI

Terza puntata di Polifemo. Ospite Nicolò Mardegan. Parliamo di primarie del Pd (chi l'avrebbe mai detto), di quelle del Pdl (che non si faranno), ovviamente di Flavia Vento e del suo nuovo partito e tanto altro. Finito l'ascolto, se vi è piaciuta la puntata, condividete pure, non ci offendiamo ;)

INIZIATIVE NATALE ZONA 9


E' NATO

Lo pensavo ieri sera prima di andare a dormire. Lo scrive l'ottimo Claudio Cerasa oggi, togliendomi le parole dalla tastiera.
Renzi e Bersani, insomma, rappresentano due forme diverse e due modi diversi di intendere il centrosinistra ma per la prima volta nella storia recente soprattutto del Pd i due modi diversi di intendere la sinistra sembrano essere complementari, come se fossero due facce della stessa moneta che hanno bisogno di vivere insieme per dare un valore e un peso a quella stessa moneta.
Qui tutto l'articolo.

MONARCHICI CIVICI

I monarchici hanno intenzione di fare una lista con un nome fantastico: "Stella e Corona", per sostenere il "collega" (così lo chiamano loro, non sapevo che essere monarchici fosse un mestiere) Avvocato Umberto Ambrosoli, che descrivono così nel loro comunicato firmato da Vincenzo Forte dell'Unione Patriottica (ebbene sì, esiste una Unione Patriottica):
"Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (ordine dinastico della Real Casa Savoia), persona assolutamente perbene, borghese e benestante, cattolico e moderato, di antica tradizione famigliare patriottica e monarchica".  
Se è questa la società civile di cui tanto si parla, mi tengo stretto stretto il mio bel Pd. Ambrosoli dica qualcosa, please

P.s.
Per amor di cronaca, la replica di Ambrosoli:
Apprendo dalle agenzie di stampa di false iniziative a supporto della mia campagna elettorale promosse da persone che non conosco. Queste provocazioni sono il segno di come a destra la mia candidatura faccia paura. Sottolineo a tal proposito, che tutte le iniziative a mio supporto saranno concordate con il Comitato per Ambrosoli Presidente che si è costituito la scorsa settimana e che coordina le attività di relazione con la società civile e le forze politiche che mi sostengono pubblicamente". Lo scrive in una nota Umberto Ambrosoli.

domenica 2 dicembre 2012

IL NOSTRO LUNEDI'

Per la bambina e il bambino nati oggi e per il coraggio dei genitori nell'averli desiderati,
per la coppia di ragazzi che vorrebbe andare a vivere insieme a costruire futuro, ma i contratti a progetto in banca non valgono come garanzia,
per la stagista laureata a pieni voti che deve pagare per lavorare, perché lo stipendio sono i buoni pasto e l'autobus per andare a lavorare non è gratis,
per l'insegnante che alle 6 di pomeriggio è ancora a scuola solo perché ha a cuore il futuro dei propri allievi,
per il padre di famiglia messo in cassa integrazione a 50 anni che si domanda come pagare la mensa scolastica ai propri figli, nonostante anni di sacrifici,
per lo studente che sta facendo due lavori per pagarsi l'università,
per l'imprenditore in difficoltà che per garantire lo stipendio ai propri dipendenti non si mette in tasca nemmeno un centesimo,
per chi è in mezzo a una strada, nel vero senso della parola, e non sa come rialzare la testa,
per chi ha provato a fare impresa ed è stato sommerso da uno tsunami di scartoffie, 
per la restauratrice disoccupata e per le straordinarie bellezze trasformate in rovine da anni di incuria miope,
per chi è stato travolto dalla furia della natura e per la natura, che ha subito la furia incontinente dell'uomo,
per chi ha perso fiducia nella politica con molte buone ragioni,
per l'agricoltore che ha avuto la forza di credere alla qualità della sua terra e dei suoi prodotti,
per l'immigrato che ha nella profondità dello sguardo la sua storia di sofferenza e riscatto,
per la signora anziana che si trascina al seggio per votare, nonostante tutto, perché ricorda bene cosa è costato,
per chi non c'è più e che avrebbe desiderato un mondo migliore di questo, mettendosi in gioco per realizzarlo,
a loro dedico questo giorno di primarie, a loro dedico l'impegno di questi giorni, a loro dedico il mio provare a fare politica meglio che posso, a loro dovrà essere dedicato il nostro lunedì 3 dicembre, a loro dovranno essere dedicati i prossimi giorni e i mesi successivi.

UN MINUTO DOPO

Un ottimo Stefano Menichini.
Abbiamo anche scritto delle regole troppo burocratiche e restrittive e infatti sempre smentite dalla realtà, fino allo spettacolo evitabilissimo dei respingimenti per il ballottaggio; e delle forzature operate dai renziani, che partendo da ragioni condivisibili hanno compiuto mosse troppo aggressive, fino alla frenata di ieri. Che cosa resta da scrivere? Un augurio di buona domenica al popolo degli elettori e al popolo ammirevole dei volontari. E una rapida proiezione sul domani.
Qui tutto l'articolo.

venerdì 30 novembre 2012

IDEE CHIARE, FORSE, INSOMMA, NON SO

FAIR PLAY, PER FAVORE

Certamente le primarie per loro natura tendono a creare divisioni e conflitto. Sono una competizione e come in tutte le competizioni è bene che ci sia un po' di furore agonistico. Forse è per questo che la metafora calcistica viene così semplice.
Durante il campionato le squadre di club si incontrano e si scontrano. Ci sono veleni (onestamente mal tollerati dal sottoscritto), sgambetti (francamente mal tollerati dal sottoscritto), insinuazioni (sinceramente mal tollerate dal sottoscritto). Raramente ci si imbatte in giocatori che praticano qualcosa che dovrebbe essere la normalità e invece suscita sempre molto scalpore nel tifoso: il fair play (praticato, nel limite dei limiti umani, dal sottoscritto).
Basta ricordarsi che poi dobbiamo giocare tutti per la nazionale (il PD, il nostro, di tutti, quello per cui servirà un passo conseguente dopo queste primarie), possibilmente senza falciarci in allenamento fra di noi.
Nel caso non si fosse capito mi fa abbastanza schifo questo clima da riserva indiana da parte dei sostenitori di Matteo (tutti ci attaccano, tutti ce l'hanno con noi, siamo i pulcini neri) e mi danno altrettanto fastidio, forse ancor di più, gli attacchi frontali tipo "siete di destra". Capisco la sofferenza (perché se uno crede a quello che fa e alla politica di sofferenza si tratta) di chi in queste ore si è sentito attaccato e/o tradito, dall'una e dall'altra parte.
Trovo sia stato un errore strategico non aver permesso di far votare tutti, recintando il perimetro in modo così netto: mi stanno benissimo le regole che creano un argine, vanno meno bene i restringimenti di carreggiata. Trovo sbagliato continuare a insinuare il dubbio e prospettare una scissione dal Pd con liste separate. Chi crede in questo partito e vede in Matteo una risorsa proprio non se lo merita. Come scrive Serra oggi:
La verità è che un eventuale ticket Bersani-Renzi ricomporrebbe con buona approssimazione i connotati di una sinistra al tempo stesso dinamica e solida, vivace e attendibile e alle politiche sarebbe quasi imbattibile.  Bisognerebbe capire se i rispettivi staff sarebbero disposti, nel caso di un'intesa fra i due capi, a fare un passo indietro, riponendo nei bauli le armi improprie sfoderate per le primarie.
E' la mozione #3dicembre. Quella del giorno dopo. Quando bisognerà lasciar perdere le cicatrici di ognuno e dimostrare grande interesse per chi ci ha votato o guardato con curiosità e speranza. Altrimenti si perde il senso del fare politica. Altrimenti il bene comune passa in secondo piano. E questo Paese proprio non se lo può permettere.

P.s. La parola giustificazione in bocca a degli elettori non è che proprio mi faccia sentire orgoglioso, diciamo.

giovedì 29 novembre 2012

LE PAGELLE DI INDOVINO/2 - QUESTA E' LA MIA CASA, LA CASA DOV'E'?

L'ultima volta, dopo il dibattito, avevo provato a scrivere le pagelle. Tornano a grande richiesta (di chi, non si sa).

Bersani 8
Il Segretario Pierluigi ricorda quei centrocampisti che non si vedono in campo ma danno geometria alla squadra. Alla Demetrio Albertini o alla De Rossi, per intenderci. Niente strappi, niente scatti, poca eleganza. Molto mestiere, molta concretezza, molta sostanza. Non si fa intimorire dall'avversario con i piedi migliori, quando deve scivola per togliere la palla, passaggi semplici e poco rischiosi ma sempre efficaci, di quelli che ti fanno arrivare con la palla davanti al portiere. Senza di lui la squadra non sarebbe arrivata dov'è. Capitano.

Renzi 8
Matteo ricorda i trequartisti genio e sregolatezza. Alla Balotelli e alla Cassano. Prova fin dall'inizio a imporre il suo ritmo, piedi buoni, verticalizzazioni rapide, virtuosismi, goal da attaccante di razza. Ogni tanto sente il peso della partita, e il genio lascia spazio alla sregolatezza. Falli fuori tempo, tentativi di attaccar briga con l'avversario, poco spirito di squadra. La squadra, senza di lui, perderebbe incisività e freschezza e non potrebbe raggiungere i traguardi che si è prefissata. Trascinatore.

Non tutti saranno d'accordo (forse nemmeno io sono d'accordo con me stesso su questo pareggio, vado a momenti). La sensazione che ho è che questa squadra non può prescindere da nessuno dei due. Serve un centrocampo di quantità e un attacco di qualità. La difesa siamo tutti noi. Qualcuno si sentirà più terzino con propensione offensiva, qualcun altro si sentirà più centrale, solido a difesa della propria porta.
Il fatto è che senza lo spogliatoio unito non si vince. E allora, forse, dovremmo tutti smettere di azzannarci gli uni con gli altri. Perché le regole tutti hanno provato a modificarle e tutti le hanno violate, per un motivo o per l'altro. Questo clima da tifoseria è francamente intollerabile. Usciamo da vent'anni di starnazzi indegni. Di cori da stadio ne abbiamo avuti abbastanza. Andare a dormire sentendosi orgogliosi di questo centrosinistra (soprattutto dopo aver guardato Porta a Porta con quel che rimane del Pdl) e risvegliarsi con questo spettacolo indegno è veramente triste. Della serie, questa è la mia casa (ieri sera), la casa dov'è (stamattina).
Io, personalmente, preferisco un bel centrocampo ad un attacco strepitoso. Preferisco Pirlo a Ibrahimovic e Cambiasso a Sneijder. Ma sono gusti. E qualsiasi sia la preferenza di ciascuno il punto è che c'è bisogno di tutti. Soprattutto da lunedì, quando concluderemo le amichevoli estive e inizieranno campionato e champions league. Lì o ci sentiremo tutti sotto lo stesso tetto, in una casa comune, o non andremo molto lontano.

mercoledì 28 novembre 2012

CARDINAL SCOLA: UN PO' SI', UN PO' NO

Ieri il cardinal Scola ha diramato alcune "istruzioni per l'uso" per le imminenti campagne elettorali.
Provo ad analizzare alcune parti del testo, che prendo dal sito della Diocesi, e provo a dire cosa penso da cattolico impegnato in politica.
Come spiega Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate, «la Chiesa non pretende minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati. Ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione» (n. 9).
La premessa da cui parte Scola è questa. Mi pare importante citarla per calarci nella giusta ottica.
Di fronte alla tentazione molto diffusa del disimpegno e del disinteresse sui temi del bene comune e delle scelte che lo realizzano e governano, è necessaria e urgente l’opera educativa delle comunità cristiane affinché solleciti tutti alla partecipazione attiva e responsabile a questi appuntamenti elettorali attraverso: un’adeguata informazione su programmi e candidati, l’esercizio del proprio voto, l’impegno attivo di un numero sempre maggiore di laici cristiani nell’attività amministrativa e politica.
Su questo ho già avuto modo di scrivere su questo blog. La politica ormai da troppo tempo non entra nelle comunità, per paura di dividerle o perché non ci si vuole sporcare le mani. Invece, secondo me, non dovremmo aver paura di discutere, di confrontarci, di pensarla diversamente, anche di dividerci. Dovremmo avere il coraggio di rispettarci, di alzare l'asticella del dibattito, di aspirare ad un confronto approfondito, di sposare uno stile sobrio. Sarebbero i primi passi per creare un clima politico che ci aiuti a conciliare una volta di più cielo e terra.
Un clima di fiducia sarà realizzabile se insieme si lavorerà per salvaguardare dall’erosione dell’individualismo le questioni etiche rilevanti, promuovendo i valori ispirati alla retta ragione e al Vangelo. Per questo i cattolici faranno riferimento ai principi irrinunciabili dell’insegnamento del Magistero della Chiesa sulla famiglia, aperta alla vita, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, sul rispetto per la vita dal suo concepimento al termine naturale, sulla libertà religiosa, sul diritto alla libertà di educazione dei genitori per i propri figli, sulla tutela sociale dei minori e delle vittime delle moderne forme di schiavitù, sullo sviluppo di un’economia che sia al servizio della persona e del bene comune, sulla giustizia sociale, sul ruolo da riconoscere ai principi di solidarietà e di sussidiarietà, sulla pace come valore supremo a cui tendere.
Qui c'è, giustamente, un super compendio della dottrina sociale della Chiesa ad oggi. La colpa non è di Scola (forse si poteva citare prima la giustizia sociale e poi i temi etici, ma capisco sia questione di gusti e priorità legate alle proprie sensibilità). Il problema è una Dottrina Sociale della Chiesa secondo me ferma al palo, incapace di parlare al presente (e ai presenti, nel senso dei giovani) e tanto meno del futuro. Ne ho scritto diffusamente. E' ora si smetterla di fare le battaglie contro il riconoscimento dei diritti per alcuni, è ora di battersi per il riconoscimento dei nostri diritti. Se daremo diritti agli omosessuali, per dirne una, forse poi più facilmente potremo legittimamente pretendere sostegno al reddito per le giovani coppie con figli.
Dai cattolici in particolare ci si attende l’impegno per rafforzare la credibilità di un impegno speso al servizio della politica: siano esemplari per rigore morale, attenzione alla gente, spirito di servizio, professionalità, capacità non solo di rifiutare ogni forma di corruzione ma anche di anteporre il bene comune ai propri anche legittimi interessi di parte.
Ecco, forse questo andava detto qualche anno fa. Quando tutti sapevano del bunga bunga e nessuno ha osato aprire bocca, perché comunque si tutelavano i Family day.
Si vigili per evitare che le attività pastorali vengano strumentalizzate a fini elettorali: durante questo periodo, è prudente non programmare iniziative che coinvolgano persone candidate o già impegnate a livello politico.
Ecco, questo è profondamente sbagliato e contraddittorio. Bisognerebbe incentivare confronti fra candidati, incontri, momenti di riflessione comune. Se no come si fa ad incentivare la partecipazione? Torniamo a parlare di politica nelle nostre comunità. 
Ogni persona che riveste e mantiene compiti o ruoli di responsabilità nelle istituzioni e negli organismi ecclesiali è invitata ad astenersi rigorosamente da ogni coinvolgimento elettorale con qualsiasi schieramento politico.
Questo mi sembra molto sensato e corretto.

In generale non mi sembra una lettera così terribile, anche se, evidentemente, non condivido alcuni passaggi. Credo però che nella situazione in cui ci ritroviamo oggi la Chiesa abbia una grande responsabilità e per essere all'altezza di questo compito servirebbe maggior coraggio e maggior coinvolgimento. Che non significa necessariamente doversi schierare, anzi. Significa aiutare tutti noi a ridare dignità alla parola politica, riconsegnando alle nostre comunità il senso del servizio al bene comune come aspirazione alla miglior conciliazione possibile fra cielo e terra.