giovedì 13 maggio 2010

PALERMO COME NAPOLI? NON IN TV

A Palermo la situazione dei rifiuti è grave, l'altra sera la gente incendiava i cassonetti. C'è solo un piccolo problema...perchè in tv non se ne parla? perchè il Pd non dice niente? (notare che l'articolo è del Giornale, non proprio di sinistra).

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2010

Fra India e ebooks, fra giovani e vecchi, fra italiani a stranieri, apre il salone del libro di Torino.
Qui una breve presentazione, qui il sito ufficiale.

SANTA MADRE CHIESA?

L'ex vescovo di Boston, Bernard Law, si era dimesso nel 2002 per aver coperti decine di preti pedofili, spostandoli da una parrocchia all'altra e permettendogli di continuare ad abusare di bambini.
Ora dovrebbe essere in qualche monastero in solitudine a meditare sui suoi errori, ed invece...ha un ruolo di spicco in Vaticano, fa parte di sei congregazioni. Siamo sicuri che il Papa sia così infallibile?

mercoledì 12 maggio 2010

DALLA FRANCIA

La decisione del ministro Bondi di non andare a Cannes rivela il disprezzo del governo italiano per ogni critica. Anche Vittorio Mussolini, figlio del Duce, uscì furioso dalla proiezione di «Ossessione» di Visconti dicendo: «Questa non è l'Italia». Era il 1943.
Le Monde

L'ITALIA CHE SCIPPA IL SUD

Articolo su l'Espresso riguardo le decine di miliardi destinati inizialmente per lo sviluppo del mezzogiorno, dirottati per tappare i buchi del Campidoglio, o per i trasporti sul lago di Garda.

PRIMARIE E DINTORNI

Pippo Civati mi legge nel pensiero, e scrive esattamente quello che penso!

Il dibattito sul nulla (le primarie) - Filippo Civati

Bersani interviene nel dibattito sulle primarie con una dichiarazione non proprio fortunata:
Non apriamo dibattiti sul nulla. Le primarie vanno fatte funzionare, non vanno certo limitate, né tantomeno abolite. Nello Statuto dobbiamo preservarle ed evitare che paradossalmente da strumento prezioso di apertura alla società civile, le primarie possano ripiegare a strumento di autosufficienza del partito. È di questo e non di altro che si sta discutendo.
Bersani smentisce ma tutto sommato conferma. Togliere dallo Statuto l'obbligatorietà delle primarie, fare in modo che il candidato del Pd sia scelto dagli organismi dirigenti senza che vi sia la possibilità per nessun iscritto di sfidarlo (se non con più di un terzo degli organismi dirigenti stessi) e rendere complicato il passaggio dalle primarie di coalizione a quelle di partito (che abbiamo già apprezzato sia dove le primarie non sono state fatte, in attesa che arrivasse l'Udc, sia dove sono state fatte, perché ce le ha chieste qualcun altro, e abbiamo anche perso), non mi pare il «nulla». Anzi. Mi pare delicato e preoccupante.

P.S.: diversamente (forse) da altri, non ho scissioni da promettere, né sfracelli da minacciare, né secondi fini (con e senza la maiuscola) da perseguire. Sono settimane che dico che bisogna essere leali verso il segretario del Pd, però sulle primarie non transigo. Mi dispiace

GIOVANI VECCHI

Qui l'intervista a Reichlin...ha ragione, bisogna alzare il tiro (capito cortoniani, bersaniani, correntini e correntoni?). Già.

martedì 11 maggio 2010

CHE GIORNO E?

Alla ricerca dell’ultima foto di un cormorano imbrattato di petrolio, la nostra redazione ha ripescato dall’archivio un vecchio giornale. Sotto l’immagine straziante della povera bestia, il titolo d’apertura annunciava il disastro ecologico: settantamila tonnellate di greggio perse da una petroliera. Pensavamo che le affinità coi giorni nostri fossero finite lì, quando lo sguardo ci è caduto sul secondo titolo della prima pagina: «I veti incrociati gelano il dialogo sulla giustizia». Gli occhi di tutti sono corsi alla data: mercoledì 20 novembre 2002, quasi otto anni fa. Eppure il ministro Tremonti annunciava una manovra lacrime e sangue anche allora. E a pagina 5, non ci crederete, «Mezza Quercia prende le distanze da Fassino». Esattamente come oggi mezzo Pd, mentre l’altro mezzo le prende da Bersani. Dopo aver solcato con le pupille sbarrate «La Lega preme per il federalismo fiscale», una pagina monografica su Ciancimino e una sulla mancanza di pluralismo dell’informazione, siamo finalmente approdati agli Esteri: «Europa, la grande malata». Inseguiti dalle notizie zombi, abbiamo cercato rifugio negli Spettacoli, dove era in corso una polemica sull’eccesso di cattivo gusto in tv. Lo sport, invece, era dominato dalla protesta dei tifosi giallorossi. «Verso la Roma c’è malanimo».

La faccio breve. Per trovare qualche differenza fra il giornale del 2002 e quello di stamattina abbiamo dovuto cercare una foto di Berlusconi: gigioneggiava con Schroeder a pagina 10 ed era molto più vecchio.

Massimo Gramellini (La Stampa)

Forse serve dar spazio ai giovani per sbloccare le lancette dell'orologio?

Stefano Indovino (nessun giornale, per il momento)

NESSUNO TOCCHI LE PRIMARIE

Il processo di restaurazione di Bersani (che delusione), svelato da Vassallo, vorrebbe ridimensionare, in buona sostanza, le primarie, in modo che i candidati vengano scelti dalle segreterie protagoniste dei vari livelli di voto (comunali, provinciali, regionali, nazionali).
Inserire le primarie nel contesto della competizione significa che il candidato Pd sarà solo uno (Obama non sarebbe presidente dell'America, Vendola della Puglia, Renzi di Firenze, per intenderci. E a Milano e a Torino 2011?).
Le primarie sono IMPRESCINDIBILI per un partito come il nostro, coinvolgono l'elettorato, sono una grande festa, indicano la strada che dovrebbe prendere il partito (cosa che, fino ad ora, nessuno ha fatto).
Quando i giovani si potranno prendere il loro partito?

FINTO FEDERALISMO

Massimo (Cacciari), ex sindaco di Venezia e filosofo, spiega perchè il federalismo (anche quello fiscale) in Italia è e sarà solo una finta, un neo-centralismo.
I comuni non hanno più soldi, non hanno nessuna voce in capitolo sui contratti di lavoro, non possono spendere neanche i soldi che producono a causa del patto di Stabilità
È tollerabile il persistere d'immense manomorte demaniali, civili e militari, in ogni città e angolo del Paese? Patrimoni che nessuno valorizza, o usati per costruirci aeroporti militari, come a Vicenza?

BUCHI A MILANO

A Milano i buchi non sono solo nell'asfalto delle strade.


  1. 3 milioni di perdite della società che gestisce l’Ortomercato, Sogemi, con un presidente uscente che seraficamente dichiara: “Ho puntato tutto su una città del Gusto che non si è fatta “. E via libera alla sua nomina per meriti alla Presidenza di Milano Ristorazione, di cui si attendono con trepidazione i bilanci futuri.
  2. un crack di 18 milioni di Euro per il fallimento di Zincar, la società impegnata per statuto in progetti di mobilità sostenibile realizzati a favore del Comune o di enti pubblici. Qui la vicenda è assai delicata, perchè si attendono gli esiti di un’indagine penale che probabilmente non fa dormire sonni tranquilli a qualcuno. Politicamente parlando il vulnus per il caso Zincar è doppio, perchè racconta anche, al di là dei mancati controlli, dell’assoluta latitanza del Comune di Milano nella gestione strategica della società.
    Di fronte ad un nuovo quadro il responsabile delle partecipate – Letizia Moratti, sindaco con delega sulla materia – avrebbe dovuto porsi il problema di quale futuro e missione dare (se potevano esistere) a una società che da quel momento avrebbe prodotto solo costi e non più ricavi. Invece per tre anni nessuno si pose il problema, e anzi Zincar divenne un’agenzia di collocamento per consiglieri comunali: ricordiamo il presidente con cui si arrivò al fallimento, aderente al gruppo del PDL.
  3. l’ultimo buco emerso nella gestione delle municipalizzate milanesi: quasi 3 milioni di Euro di perdite della società Milano Sport. Cifra resa nota pochi giorni fa, per fare fronte alla quale il Comune ha inventato un conferimento di emergenza di un immobile di 11 milioni di valore che verrà utilizzato a garanzia di prestiti presso le banche. Colpisce, accanto alla crescente attività tappabuchi del Comune, l’assoluta assenza di decisioni strategiche su una società la cui gestione degli impianti sportivi appare in evidente deficit strutturale
  4. Tra un buco e l’altro, nella gestione degli asset municipali, ha trovato spazio anche qualche indimenticabile baco. Ci riferiamo alla cessione di Metroweb da parte di AEM, formalizzata nel 2007 con il via libera del Sindaco Moratti a condizioni equiparabili più al dono che alla vendita. La società, proprietaria della più capillare rete metropolitana in fibra ottica del mondo, venne infatti venduta con un clamoroso sconto (70%) rispetto a quanto AEM aveva pagato tra anni prima per diventarne azionista unico. Il nuovo azionista, una società domiciliata nei paradisi fiscali, dimostrò in effetti – con il primo bilancio successivo di Metroweb chiuso con utili in crescita del 65% – che la privatizzazione meneghina assomigliava a una gallina dalle uova d’oro. Con l’incredibile paradosso che i soldi per comprare la gallina venivano addirittura prestati dal contadino stesso: cioè AEM, che finanziò l’acquirente sottoscrivendo un suo prestito obbligazionario. Sulla vicenda Metroweb è notizia di questi giorni la decisione di Telecom, affittuaria di parte della sua fibra ottica, di lanciare a Milano un piano gigantesco che porterà banda super veloce in ogni appartamento della città, a conferma di quanto vedesse nel futuro il nostro Sindaco Moratti quando annunciò in Consiglio comunale che Metroweb veniva venduta “perchè la fibra ottica non e più strategica nel settore delle telecomunicazioni”

Dovremmo essere in gradi di garantire l'alternativa ad un tipo di governo del Comune scellerato.

lunedì 10 maggio 2010

PADANIA DECIDE ITALIA

Andrea Sarubbi è il deputato del Pd che insieme al finiano Granata sta portando avanti una proposta di legge che modifichi i criteri di acquisizione di cittadinanza italiana, con particolare attenzione ai minori, quella famosa seconda (e terza) generazione di bambini nati in Italia che rischia di sentirsi italiana a tutti gli effetti senza poterlo essere.
Ora, la Lega come al solito se ne esce, come da copione, con le solite frasi del tipo "Non volgiamo l'invasione", "adesso tutti gli immigrati verranno qui e faranno subito bambini", la cosa non mi stupisce, anche se continua ad avvilirmi.
Mi fa specie che quelli del Pdl si facciano insegnare chi può e deve essere italiano (perchè studia nelle nostre scuole, perchè parla la nostra lingua molto meglio di alcuni leghisti probabilmente, che si sono fatti bocciare quelle due o tre volte), dalla compagine padana.
Ci dobbiamo far insegnare chi è italiano da chi non tifa per l'Italia ai mondiali? Da chi si pulisce il sedere con il tricolore? Da chi tira fuori il dito medio durante l'inno di Mameli? (forse Fini non aveva tutti i torti a porre due o tre questioni a B. riguardo il peso politico della Lega nella coalizione).
Io desidererei un paese, in particolare un paese di giovani, che passasse senza problema dallo ius sanguinis allo ius solis, perchè è un fatto di civiltà, di fraternità, per quei ragazzi che, molto probabilmente, a Giugno grideranno forza Italia davanti alla Tv, mentre qualche loro coetaneo, bianco di pelle e di verde vestito, sarà occupato a urlare qualcos'altro.

PRETI DONNE

Da noi quando? Qualcuna lo sta diventando...

domenica 9 maggio 2010

100 PASSI

Ci sono 100 passi fra un'Italia onesta ed un'Italia omertosa, mafiosa, egoista
Ci sono 100 passi fra un libro ed una televisione, fra la curiosità e la superficialità
Ci sono 100 passi fra il rispetto per l'uomo, per la collettività e la stupidità
Ci sono 100 passi fra il parlare e scrivere di mafia come Saviano, e la barbarie di Fede e B. nell'affrontare il discorso
Ci sono 100 passi fra il coraggio della parola e la paura del silenzio
Ci sono 100 passi fra il rispetto per lo Stato e la pseudo-furbizia di chi crede che la mafia sia la risposta
Ci sono 100 passi fra i poliziotti che combattono senza soldi per la benzina contro la mafia e chi blocca le intercettazioni
Ci sono 100 passi fra chi paga le tasse e chi non le paga
Ci sono 100 passi fra chi vive al Sud e chi vive al Nord, ma dovrebbero essere zero.
Ci sono 100 passi fra chi guarda al futuro come ha fatto Peppino Impastato, e chi guarda al passato.

FABIO

Pizzul, da buon cattolico, la pensa come me, a proposito dei Cortoniani (o cartoniani dato che sembrano cartoni animati tanto stanno lontani dalla realtà), anche se in versione light!