Ecco la quarta puntata di Polifemo. Parliamo, ovviamente a nostro modo, del ritorno di Silvio, di primarie nazionali e regionali, di Milano, di Borghezio e la sua ossessione per gli ufo, della mega sclerata dio Emilio Fede. Ospite Simone Zambelli, Sel, Presidente del Consiglio di Zona 8.
lunedì 10 dicembre 2012
LUOGHI AMPIAMENTE FREQUENTATI
Pierluigi Bersani, oggi. Poche parole e chiare.
"Dopo le primarie siamo tutti piu' in salute, con Renzi combatteremo insieme la battaglia" Il segretario Pd Bersani commenta cosi' le avances di Berlusconi a Renzi, gia' respinte dal sindaco di Firenze. "Sono cose che non esistono. Invito Berlusconi a non cadere nel ridicolo, anche se e' un luogo da lui ampiamente frequentato"
NEL FRATTEMPO
326, 327, 328, 329, 330,
Non ho più 7 anni, ho la barba e sono alto 1,85, peso 81 kg, e ho qualche baffo bianco,
331, 332, 333, 334,
Su Italia 1 non c'è più Beverly Hills 90210, non c'è più Costanzo su Canale 5, Emilio Fede è stato cacciato dal TG4 e, per inciso, Mediaset non gode di ottima salute,
335, 336, 337, 338
Formigoni non è più Governatore della Lombardia, Umberto Bossi è stato spodestato dal suo delfino, Veronica Lario è andata via sbattendo la porta,
339, 340, 341, 342,
The rhythm of the night non è più in classifica, non ci sono più i "Natale a..." con Boldi e De Sica insieme o separati, è rimasto molto poco di analogico,
Non ci sono più la Margherita, il Pds, i Ds, l'Asinello, l'Ulivo, la Quercia, Gad, Fed, l'Unione, i Popolari, e nemmeno per fortuna la gioiosa macchina da guerra,
343, 344, 345, 346,
Non c'è più il Milan che vince tutto, non ci sono più Sacchi e Capello, il capitano non è più Paolo Maldini, non si vedono nemmeno con il binocolo grandi acquisti,
347, 348, 349, 350,
Non ci sono più in coalizione Fini e Casini, non è più tempo di condoni, di scontri con la magistratura, di escort e nipoti di Mubarak, di discredito internazionale, di giullari di corte,
351, 352, 353, 354,
Non ci sono più Boris Eltsin, Helmut Khol, Jacques Chirac, Bill Clinton, José Aznar, Abete e Fossa, Giovanni Paolo II,
355, 356, 357, 358,
Non c'è più solo la televisione, non ci sono più soldi, non c'è lavoro, non c'è ricerca, non c'è cultura, non c'è politica industriale,
Mentre lo spread continua a salire qualcuno avvisi il Caimano che non c'è più spazio per lui in questa Italia che prova con fatica e orgoglio a rialzare la testa. Perché ciascuno di noi, se si guarda un po' in giro, può accorgersi che non è più il 1994. Per questo non parlerò più di lui in modo serio. Appartiene al passato, mentre ho io ho tanta, troppa voglia di futuro.
Non ho più 7 anni, ho la barba e sono alto 1,85, peso 81 kg, e ho qualche baffo bianco,
331, 332, 333, 334,
Su Italia 1 non c'è più Beverly Hills 90210, non c'è più Costanzo su Canale 5, Emilio Fede è stato cacciato dal TG4 e, per inciso, Mediaset non gode di ottima salute,
335, 336, 337, 338
Formigoni non è più Governatore della Lombardia, Umberto Bossi è stato spodestato dal suo delfino, Veronica Lario è andata via sbattendo la porta,
339, 340, 341, 342,
The rhythm of the night non è più in classifica, non ci sono più i "Natale a..." con Boldi e De Sica insieme o separati, è rimasto molto poco di analogico,
Non ci sono più la Margherita, il Pds, i Ds, l'Asinello, l'Ulivo, la Quercia, Gad, Fed, l'Unione, i Popolari, e nemmeno per fortuna la gioiosa macchina da guerra,
343, 344, 345, 346,
Non c'è più il Milan che vince tutto, non ci sono più Sacchi e Capello, il capitano non è più Paolo Maldini, non si vedono nemmeno con il binocolo grandi acquisti,
347, 348, 349, 350,
Non ci sono più in coalizione Fini e Casini, non è più tempo di condoni, di scontri con la magistratura, di escort e nipoti di Mubarak, di discredito internazionale, di giullari di corte,
351, 352, 353, 354,
Non ci sono più Boris Eltsin, Helmut Khol, Jacques Chirac, Bill Clinton, José Aznar, Abete e Fossa, Giovanni Paolo II,
355, 356, 357, 358,
Non c'è più solo la televisione, non ci sono più soldi, non c'è lavoro, non c'è ricerca, non c'è cultura, non c'è politica industriale,
Mentre lo spread continua a salire qualcuno avvisi il Caimano che non c'è più spazio per lui in questa Italia che prova con fatica e orgoglio a rialzare la testa. Perché ciascuno di noi, se si guarda un po' in giro, può accorgersi che non è più il 1994. Per questo non parlerò più di lui in modo serio. Appartiene al passato, mentre ho io ho tanta, troppa voglia di futuro.
venerdì 7 dicembre 2012
GRILLO AL TAPPETO
Una Giulia Innocenzi da applausi. E adesso vorrei sentire qualche Grillino (mi spiace, non seguo le regole, non li chiamo attivisti del Movimento) che mi dà lezioni di democrazia.
mercoledì 5 dicembre 2012
LA' DOVE C'ERA...
Incredibilmente vicino a noi, là dove è nata la democrazia. Per fermare queste persone non si deve mollare un centimetro. Anche da noi. Perché il rischio è dietro l'angolo.
36,1%
Questa la metto qui a futura memoria. Giusto per ricordarmi cosa succede quando questo partito fa quello che deve fare. Quasi mi viene un coccolone.
Se facciamo le primarie per i parlamentari Baumgartner ci fa un baffo: sfondiamo il muro del 40%.
Se facciamo le primarie per i parlamentari Baumgartner ci fa un baffo: sfondiamo il muro del 40%.
martedì 4 dicembre 2012
CANDIDATI AL PARLAMENTO
Fatevi un giro su questo tumblr creato da Fabio Chiusi. Raccoglie i migliori video di presentazione dei candidati 5 stelle al Parlamento. Qui un antipasto.
PRIMARIE PER I PARLAMENTARI
Due articoli interessanti oggi.
L'editoriale di Ezio Mauro:
L'editoriale di Ezio Mauro:
Ma guai se Bersani si farà riagguantare dagli "elefanti" del partito, se si farà rinchiudere nel recinto del suo gruppo di vertice, interessato al dividendo della vittoria. Ormai è chiaro che quel partito è forte solo se è contendibile, scalabile, aperto, nuovo davvero. E qui Renzi, apriscatole del sistema, può essere più utile del "renzismo": con un'alleanza per rinnovare metodi e politica e per battere la destra, visto che l'avversario - finite le primarie - torna a star fuori e non dentro il partito.E l'intervista a Romano Prodi:
Il ricambio generazionale è necessario. Ma deve partire dal basso. Non è il segretario che deve circondarsi di chissà quale schiera di eletti, ma vanno create le condizioni perché possa emergere una nuova classe dirigenteC'è uno strumento che possiamo utilizzare, soprattutto se, come pare, non si farà la legge elettorale: le primarie per i parlamentari. Non farle sarebbe un errore madornale. Qui trovate qualche idea.
LETTERA A MATTEO (E A CHI L'HA SOSTENUTO)
Caro Matteo,
c'ero a quella prima Leopolda, nel 2010, quella della panchina e dei 5 minuti, quella di Willy il coyote che cattura Beep Beep, quella in cui c'era Civati, quella in cui per la prima volta abbiamo alzato la testa e immaginato la Prossima Italia da protagonisti, quella della rottamazione.
In questo mese, con qualche perplessità, ho scelto di sostenere Pierluigi Bersani. Non per calcolo politico, né per convenienza personale, come qualcuno potrebbe insinuare, ma per motivi che sono immediatamente riconducibili all'intervento che avevo fatto a Firenze nel 2010. Oltre a servizio, che le racchiudeva tutte, erano tre le parole chiave che avevo scelto: passione, concretezza, umiltà.
In questi anni ho continuato a seguirti con attenzione e stima, condividendo le tue battaglie per un rinnovamento politico, anche su questo blog.
Negli ultimi mesi hai lanciato la tua sfida ed è qui, secondo me, che hai commesso qualche errore.
Comincio dai meriti che ti vanno riconosciuti. Sei riuscito a suscitare una forte passione per la politica in molti che non ci credevano più e, fra quei molti, ci sono moltissimi della mia generazione che per la prima volta si sono interessati della "cosa pubblica". Per questo il Pd deve esserti riconoscente. Passione per la politica che è incontestabilmente presente in ogni tuo intervento, passione per la politica che ti ha portato a mettere in campo molti temi che da qualche tempo non entravano nella cosiddetta agenda del nostro partito.
Certamente hai provato ad essere concreto, presentando il tuo programma in modo chiaro (chi dice che è di destra farnetica), con strumenti di comunicazione adatti ai tempi che viviamo, girando per l'Italia, senza mai tirarti indietro.
Come avrai notato ho utilizzato due delle parole che citavo nell'intervento per Prossima Fermata Italia. I problemi, per me, iniziano quando si arriva all'ultima: l'umiltà. Non parlo dell'ambiziosa sfida lanciata per la premiership, legittima e meritevole, né del tuo carattere, né del linguaggio utilizzato nel corso della campagna, coerente con il racconto che hai portato avanti.
La cosa che contesto e che mi ha spinto a stare dall'altra parte è che non sei riuscito a fare squadra con chi ti aveva accompagnato in questi anni, mentre Bersani ha garantito, dal mio punto di vista, proprio questo. Hai lasciato per strada non solo i nomi noti, ma una intera generazione dentro e fuori il partito che aveva intravisto la possibilità di far saltare il banco, portando avanti nuove modalità di sintesi sui temi che più ci stanno a cuore. Me la prendo con te perché eri quello nella condizione di poter fare il capitano del famoso "squadrone", vincendo la partita, ed invece hai scelto di giocare in una squadra fatta a tua immagine e somiglianza, che è riuscita ad arrivare ad un buon risultato, ma, com'era prevedibile, non ha vinto. E non ha vinto perché hai lasciato fuori dalla porta un pezzo di Pd. Quello che sente sulla propria pelle tutti i giorni la necessità di un ricambio generazionale per affrontare al meglio le sfide che ci attendono, ma che comunque al proprio partito vuol bene. Io credo che tu non gliene abbia voluto abbastanza, o ,comunque, non l'abbia dimostrato con la necessaria forza. Perché c'è modo e modo di dire le cose.
Quando bisogna spronare qualcuno cui si vuole bene, qualcuno che deve affrontare una sfida terribile, bisogna capire il momento che sta vivendo per aiutarlo nel migliore dei modi. Se si trova in un momento di difficoltà credo sia inutile aggredirlo facendogli notare gli errori. E' meglio fargli capire con le buone che, nonostante gli errori fatti, può rialzare la testa e vincere la sfida che lo attende.
Tu hai scelto, legittimamente, di alzare la voce e hai creato una situazione in cui la tua vittoria avrebbe, di fatto, messo in crisi l'esistenza del Pd, per ragioni politiche che credo siano sotto gli occhi di tutti. Se avessi avuto il coraggio di confrontarti con altri sareste riusciti a formulare una proposta più forte, più condivisa e altrettanto rivolta al futuro, alzando ulteriormente l'asticella. Probabilmente avreste vinto.
Quel che è fatto è fatto, e con i se e i ma non si scrive la storia.
Passate queste primarie però non passano le battaglie che da anni proviamo a fare insieme.
E allora chiedo a te e a chi ti ha sostenuto di non scappare dal Pd e dalle responsabilità. Perché ci sarà bisogno di te e della proposta politica che rappresenti per governare al meglio delle nostre possibilità questo Paese. E ci sarà bisogno di tutti quelli che hai coinvolto per cambiare questo Pd dalla base.
Perché le cose si cambiano da dentro il partito, iscrivendosi, partecipando alla sua vita politica, scontrandosi con le difficoltà e con chi la pensa diversamente, come qualcuno di noi (nel noi, ovviamente, ci sono anche molti di "voi") fa già da qualche anno. Bello, ma troppo semplice, sarebbe salire sul carro dei Comitati e scendere proprio ora, quando serve tutta la vostra energia e lo straordinario impegno che avete messo in questa campagna per le primarie per provare a cambiare l'Italia e il Partito Democratico. Sporchiamoci le mani tutti insieme, tenerle pulite non servirebbe a nulla.
c'ero a quella prima Leopolda, nel 2010, quella della panchina e dei 5 minuti, quella di Willy il coyote che cattura Beep Beep, quella in cui c'era Civati, quella in cui per la prima volta abbiamo alzato la testa e immaginato la Prossima Italia da protagonisti, quella della rottamazione.
In questo mese, con qualche perplessità, ho scelto di sostenere Pierluigi Bersani. Non per calcolo politico, né per convenienza personale, come qualcuno potrebbe insinuare, ma per motivi che sono immediatamente riconducibili all'intervento che avevo fatto a Firenze nel 2010. Oltre a servizio, che le racchiudeva tutte, erano tre le parole chiave che avevo scelto: passione, concretezza, umiltà.
In questi anni ho continuato a seguirti con attenzione e stima, condividendo le tue battaglie per un rinnovamento politico, anche su questo blog.
Negli ultimi mesi hai lanciato la tua sfida ed è qui, secondo me, che hai commesso qualche errore.
Comincio dai meriti che ti vanno riconosciuti. Sei riuscito a suscitare una forte passione per la politica in molti che non ci credevano più e, fra quei molti, ci sono moltissimi della mia generazione che per la prima volta si sono interessati della "cosa pubblica". Per questo il Pd deve esserti riconoscente. Passione per la politica che è incontestabilmente presente in ogni tuo intervento, passione per la politica che ti ha portato a mettere in campo molti temi che da qualche tempo non entravano nella cosiddetta agenda del nostro partito.
Certamente hai provato ad essere concreto, presentando il tuo programma in modo chiaro (chi dice che è di destra farnetica), con strumenti di comunicazione adatti ai tempi che viviamo, girando per l'Italia, senza mai tirarti indietro.
Come avrai notato ho utilizzato due delle parole che citavo nell'intervento per Prossima Fermata Italia. I problemi, per me, iniziano quando si arriva all'ultima: l'umiltà. Non parlo dell'ambiziosa sfida lanciata per la premiership, legittima e meritevole, né del tuo carattere, né del linguaggio utilizzato nel corso della campagna, coerente con il racconto che hai portato avanti.
La cosa che contesto e che mi ha spinto a stare dall'altra parte è che non sei riuscito a fare squadra con chi ti aveva accompagnato in questi anni, mentre Bersani ha garantito, dal mio punto di vista, proprio questo. Hai lasciato per strada non solo i nomi noti, ma una intera generazione dentro e fuori il partito che aveva intravisto la possibilità di far saltare il banco, portando avanti nuove modalità di sintesi sui temi che più ci stanno a cuore. Me la prendo con te perché eri quello nella condizione di poter fare il capitano del famoso "squadrone", vincendo la partita, ed invece hai scelto di giocare in una squadra fatta a tua immagine e somiglianza, che è riuscita ad arrivare ad un buon risultato, ma, com'era prevedibile, non ha vinto. E non ha vinto perché hai lasciato fuori dalla porta un pezzo di Pd. Quello che sente sulla propria pelle tutti i giorni la necessità di un ricambio generazionale per affrontare al meglio le sfide che ci attendono, ma che comunque al proprio partito vuol bene. Io credo che tu non gliene abbia voluto abbastanza, o ,comunque, non l'abbia dimostrato con la necessaria forza. Perché c'è modo e modo di dire le cose.
Quando bisogna spronare qualcuno cui si vuole bene, qualcuno che deve affrontare una sfida terribile, bisogna capire il momento che sta vivendo per aiutarlo nel migliore dei modi. Se si trova in un momento di difficoltà credo sia inutile aggredirlo facendogli notare gli errori. E' meglio fargli capire con le buone che, nonostante gli errori fatti, può rialzare la testa e vincere la sfida che lo attende.
Tu hai scelto, legittimamente, di alzare la voce e hai creato una situazione in cui la tua vittoria avrebbe, di fatto, messo in crisi l'esistenza del Pd, per ragioni politiche che credo siano sotto gli occhi di tutti. Se avessi avuto il coraggio di confrontarti con altri sareste riusciti a formulare una proposta più forte, più condivisa e altrettanto rivolta al futuro, alzando ulteriormente l'asticella. Probabilmente avreste vinto.
Quel che è fatto è fatto, e con i se e i ma non si scrive la storia.
Passate queste primarie però non passano le battaglie che da anni proviamo a fare insieme.
E allora chiedo a te e a chi ti ha sostenuto di non scappare dal Pd e dalle responsabilità. Perché ci sarà bisogno di te e della proposta politica che rappresenti per governare al meglio delle nostre possibilità questo Paese. E ci sarà bisogno di tutti quelli che hai coinvolto per cambiare questo Pd dalla base.
Perché le cose si cambiano da dentro il partito, iscrivendosi, partecipando alla sua vita politica, scontrandosi con le difficoltà e con chi la pensa diversamente, come qualcuno di noi (nel noi, ovviamente, ci sono anche molti di "voi") fa già da qualche anno. Bello, ma troppo semplice, sarebbe salire sul carro dei Comitati e scendere proprio ora, quando serve tutta la vostra energia e lo straordinario impegno che avete messo in questa campagna per le primarie per provare a cambiare l'Italia e il Partito Democratico. Sporchiamoci le mani tutti insieme, tenerle pulite non servirebbe a nulla.
lunedì 3 dicembre 2012
RESTANO COMUNISTI
Terza puntata di Polifemo. Ospite Nicolò Mardegan. Parliamo di primarie del Pd (chi l'avrebbe mai detto), di quelle del Pdl (che non si faranno), ovviamente di Flavia Vento e del suo nuovo partito e tanto altro. Finito l'ascolto, se vi è piaciuta la puntata, condividete pure, non ci offendiamo ;)
E' NATO
Lo pensavo ieri sera prima di andare a dormire. Lo scrive l'ottimo Claudio Cerasa oggi, togliendomi le parole dalla tastiera.
Renzi e Bersani, insomma, rappresentano due forme diverse e due modi diversi di intendere il centrosinistra ma per la prima volta nella storia recente soprattutto del Pd i due modi diversi di intendere la sinistra sembrano essere complementari, come se fossero due facce della stessa moneta che hanno bisogno di vivere insieme per dare un valore e un peso a quella stessa moneta.Qui tutto l'articolo.
MONARCHICI CIVICI
I monarchici hanno intenzione di fare una lista con un nome fantastico: "Stella e Corona", per sostenere il "collega" (così lo chiamano loro, non sapevo che essere monarchici fosse un mestiere) Avvocato Umberto Ambrosoli, che descrivono così nel loro comunicato firmato da Vincenzo Forte dell'Unione Patriottica (ebbene sì, esiste una Unione Patriottica):
P.s.
Per amor di cronaca, la replica di Ambrosoli:
"Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (ordine dinastico della Real Casa Savoia), persona assolutamente perbene, borghese e benestante, cattolico e moderato, di antica tradizione famigliare patriottica e monarchica".Se è questa la società civile di cui tanto si parla, mi tengo stretto stretto il mio bel Pd. Ambrosoli dica qualcosa, please
P.s.
Per amor di cronaca, la replica di Ambrosoli:
Apprendo dalle agenzie di stampa di false iniziative a supporto della mia campagna elettorale promosse da persone che non conosco. Queste provocazioni sono il segno di come a destra la mia candidatura faccia paura. Sottolineo a tal proposito, che tutte le iniziative a mio supporto saranno concordate con il Comitato per Ambrosoli Presidente che si è costituito la scorsa settimana e che coordina le attività di relazione con la società civile e le forze politiche che mi sostengono pubblicamente". Lo scrive in una nota Umberto Ambrosoli.
domenica 2 dicembre 2012
IL NOSTRO LUNEDI'
Per la bambina e il bambino nati oggi e per il coraggio dei genitori nell'averli desiderati,
per la coppia di ragazzi che vorrebbe andare a vivere insieme a costruire futuro, ma i contratti a progetto in banca non valgono come garanzia,
per la stagista laureata a pieni voti che deve pagare per lavorare, perché lo stipendio sono i buoni pasto e l'autobus per andare a lavorare non è gratis,
per l'insegnante che alle 6 di pomeriggio è ancora a scuola solo perché ha a cuore il futuro dei propri allievi,
per il padre di famiglia messo in cassa integrazione a 50 anni che si domanda come pagare la mensa scolastica ai propri figli, nonostante anni di sacrifici,
per lo studente che sta facendo due lavori per pagarsi l'università,
per l'imprenditore in difficoltà che per garantire lo stipendio ai propri dipendenti non si mette in tasca nemmeno un centesimo,
per chi è in mezzo a una strada, nel vero senso della parola, e non sa come rialzare la testa,
per chi ha provato a fare impresa ed è stato sommerso da uno tsunami di scartoffie,
per la restauratrice disoccupata e per le straordinarie bellezze trasformate in rovine da anni di incuria miope,
per chi è stato travolto dalla furia della natura e per la natura, che ha subito la furia incontinente dell'uomo,
per chi ha perso fiducia nella politica con molte buone ragioni,
per l'agricoltore che ha avuto la forza di credere alla qualità della sua terra e dei suoi prodotti,
per l'immigrato che ha nella profondità dello sguardo la sua storia di sofferenza e riscatto,
per la signora anziana che si trascina al seggio per votare, nonostante tutto, perché ricorda bene cosa è costato,
per chi non c'è più e che avrebbe desiderato un mondo migliore di questo, mettendosi in gioco per realizzarlo,
a loro dedico questo giorno di primarie, a loro dedico l'impegno di questi giorni, a loro dedico il mio provare a fare politica meglio che posso, a loro dovrà essere dedicato il nostro lunedì 3 dicembre, a loro dovranno essere dedicati i prossimi giorni e i mesi successivi.
UN MINUTO DOPO
Un ottimo Stefano Menichini.
Abbiamo anche scritto delle regole troppo burocratiche e restrittive e infatti sempre smentite dalla realtà, fino allo spettacolo evitabilissimo dei respingimenti per il ballottaggio; e delle forzature operate dai renziani, che partendo da ragioni condivisibili hanno compiuto mosse troppo aggressive, fino alla frenata di ieri. Che cosa resta da scrivere? Un augurio di buona domenica al popolo degli elettori e al popolo ammirevole dei volontari. E una rapida proiezione sul domani.Qui tutto l'articolo.
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