giovedì 2 agosto 2012

LARGO RAPALLO, MILANO

Nel post del luglio 2012 che aveva lo stesso titolo di questo c’è stata una imprecisione che qui voglio puntualizzare.
Riguardo gli sgomberi eseguiti in Largo Rapallo, sono stati ordinati dalle Istituzioni Comunali e coordinati dalla Questura, i soli ad avere questo potere .
La Signora Valeria si presta per puro spirito collaborativo ad abbellire assieme ad altri consiglieri il condominio con fiori, piante ed al rispetto, per quanto sia possibile, del regolamento.
Mi scuso con la Signora Valeria ed i lettori del mio blog .

venerdì 27 luglio 2012

UNA STORIA ROVESCIATA

Un ottimo Mario Calabresi, oggi, sulla vicenda di D'Ambrosio:
Ma la barbarie che si è impossessata di molti italiani, anche di quelli che chiedono a gran voce verità, giustizia e che dovrebbero avere perlomeno senso di legalità, ha fatto sì che una gran quantità di commenti apparsi su Internet alla notizia della morte siano assolutamente osceni.

mercoledì 25 luglio 2012

PARADOSSI

Che poi, a ben pensarci, c'è uno strano paradosso.
Chi vuole che lo Stato non entri nelle questioni economiche chiede che intervenga nella sfera dei diritti personali. Chi, al contrario, pensa che il mercato debba essere regolato dallo Stato non vuole che si legiferi sui diritti.

LA SOLUZIONE

La risposta all'attacco speculativo all'Europa è una sola. Sono gli Stati Uniti d'Europa.

COSA E' SUCCESSO ALLA SCUOLA PUBBLICA?

Un bellissimo articolo di Silvia Avallone sul Corriere. Da leggere.
C'è la dignità di mezzo. C'è un senso di frustrazione che ti attanaglia ogni mattina, ed è quello che ti leggono in faccia gli studenti le saltuarie volte in cui puoi varcare la soglia della classe. Dovresti trasmettere loro energia, fiducia, curiosità, e tu sei il primo a non averne (più).

CONVINCIAMO GLI ELETTORI?

Ieri ho scritto una frase in un post che mi è girata nella testa per tutto il giorno.
Abbiamo davanti a noi due possibilità: puntare a vincere le elezioni o mirare a convincere gli elettori.
Puntando esclusivamente a vincere le elezioni, con alchimie strane e conti a tavolino, rischiamo di perderle le elezioni o, al massimo, di pareggiarle, come nel 2006.
Se proviamo a cambiare punto di vista, se proviamo a capire per un attimo agli elettori e le loro esigenze, ci troveremo costretti a dover fare proposte radicali, evidentemente diverse da quelle che si farebbero pensando a percentuali e zero virgola di qualche partito, ma anche di qualche componente sovrastimata del nostro stesso partito.
Lo vediamo in Francia, ne parlavo ieri proprio nel post in cui questo ragionamento è cominciato, l'unica possibilità di uscire dalla crisi è rivoltare questo Paese come un calzino. Per farlo non si possono fare mediazioni. Servono proposte incisive.
Stati Uniti d'Europa. Contratto unico e abbassamento della spesa militare per finanziare la ricerca. Beni comuni e diritti. Scuola pubblica e stop al consumo del suolo. Innovazione e green economy. Riforma degli ordini professionali e patrimoniale. Riforma del fisco e della politica.
Solo cominciando a dire queste cose convinceremo gli elettori, magari facendoci votare da chi non lo ha fatto fino ad ora. Era questo il compito del Pd nel 2007, quando è nato. Era per questo che in tanti si erano avvicinati e iscritti ai nostri circoli. Solo raccontando una società diversa potremo avere la forza necessaria per essere riconosciuti e riconoscibili. Solo così la politica può tornare a svolgere il suo compito, riavvicinandosi alla cosiddetta società civile. Solo così potremo governare questo Paese. Solo così potremo avere la forza, poi, eventualmente, di discutere in Parlamento con altre forze politiche.

martedì 24 luglio 2012

OMBELICO

Il discorso ombelicale sulle alleanze porta con sé anche aspetti rilevanti dal punto di vista del programma. Per vincere le elezioni, ma soprattutto per convincere gli elettori, serve avere mani libere da alleanze asfittiche per compiere scelte radicali e rivoltare questo Paese come un calzino.
Il PS infatti uscì quasi a pezzi e diviso nel congresso dell’autunno del 2008. Guarda caso i motivi del contendere furono allora le discussioni sulle alleanze spostate verso il centro di Bayrou. Il risultato lo si vide nelle successive elezioni europee del 2009, dove il Ps prese il 16,4 %, una frazione zero virgola in più dei Verdi.

PARTITO-RETE

Un interessante decalogo di Mario Adinolfi sul Partito-Rete. Da leggere.
4. I gruppi parlamentari, consiliari, della dirigenza nazionale devono con ogni singolo membro aprire il più possibile questo dialogo, con un rendiconto almeno settimanale dell’attività svolta che sia commentabile e possa raccogliere idee, istanze e suggerimenti. Il rendiconto deve essere multimediale (link, audio, video, non pappardelle testuali illeggibili). Una massa di migliaia di dirigenti politici capaci di costruire queste forme di dialogo reale (direttamente, senza mai appoggiarsi sugli staff), sarebbe la migliore arma di ricerca di consenso per il Pd.
Almeno sul punto 4, per quanto mi riguarda, ci siamo.

A TEMPO DETERMINATO

Non avere malattia e ferie pagate.
Lavorare sempre e comunque, senza tutele.
Avere contratti che prevedono molte ore di lavoro e pochissimi soldi. A volte nemmeno quelli. A volte ci sono solo i buoni pasto. A volte non c'è nulla.
Dover pagare per formarsi, dopo aver pagato (e fatto sacrifici) per studiare.
Non poter avere carte di credito.
Essere sottopagati rispetto a chi fa il tuo stesso lavoro, ma ha avuto la fortuna di essere assunto.
Sentirsi frustrati.
Non poter fare programmi.
Immaginare il futuro come un salto nel vuoto. Alcuni si tuffano. Qualcuno ha fortuna. Altri meno.
Essere licenziati da un momento all'altro. Senza preavviso. Senza tutele.
Arrivare tutte le mattine in ufficio sperando di avere ancora un lavoro.
Firmare carte fittizie per giustificare il conteggio delle ore.
Gestirsi teoricamente il lavoro in autonomia.
Fare orari d'ufficio, come i colleghi a tempo indeterminato.
Firmare contratti con progetti inesistenti.
Avere voglia di scappare da questo Paese.
Essere iscritti a infojob, Adecco, myjob, ecc. ecc.
Avere a che fare con alcuni imprenditori che mirano solo al loro guadagno e non alla dignità dei lavoratori.
Ricevere solo offerte di lavoro che prevedono stage, contratti a progetto, apertura di partite Iva.
Sapere che non si avrà mai a che fare con la pensione.
Pagare per le pensioni di genitori e nonni.
Pensare ad una attività in proprio. Fermarsi perché le banche non danno credito. Any sense.
Dover rinnovare il contratto ogni tre, sei, dodici mesi.
Restare a casa per due settimane ad ogni rinnovo.
Stare nella stessa azienda che continua a cambiare nome. Non sia mai che dopo tre rinnovi ti debbano assumere.
Non abituarsi alla precarietà.
Essere dimenticati dai sindacati. Meglio occuparsi dei pensionati che pagano la tessera.
Essere dimenticati dai politici. Nella loro agenda questa non è una priorità.
Soffrire la crisi più degli altri. Essere i primi a saltare.
Dover sempre dimostrare di essere all'altezza delle situazioni.
Essere disposti alla flessibilità. Non allo sfruttamento.
Non sopportare due mercati del lavoro: quello di serie A e quello di serie B.
Leggere i bollettini sulla disoccupazione drogati da contratti non degni di questo nome.
Arrivare a ringraziare per contratti di 500 euro per sei mesi.

Questo è quello che succede a 8 persone su 10. Per lo più giovani, ma non solo.
Un'intera generazione condannata a vivere sulle spalle dei genitori o a fuggire da questo Paese.
Questa situazione non è più tollerabile.
Il nostro futuro è tempo che lo si scriva noi. Per mettere al centro le nostre priorità e le nostre esigenze.

venerdì 20 luglio 2012

CDZ9 - 45

INDICE
REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI
MERCATO LAGOSTA
LINEE GUIDA CAG
FESTA DI VIA VEGLIA/LARIO
PATROCINI E INIZIATIVE
PARERI


REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI
Questo argomento, come tutti voi immaginate, tocca la sensibilità e la coscienza di ciascuno di noi.
Ho pensato molto, nei giorni precedenti alla seduta, a come comportarmi.
Qui trovate il testo completo del mio intervento. Vi rubo 5 minuti, ma penso e spero valga la pena, anche perché ritengo sia utile un confronto. Ci ci tengo molto.

Chi volesse avere il regolamento completo mi scriva a indovinostefano@gmail.com, lo mando in allegato. Di seguito il parere dato dal Consiglio di Zona.

Scopo del regolamento è dare una formale attestazione di “famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo” a coloro che, coabitando nello stesso Comune, ne facciano richiesta. Presupposti per il riconoscimento sono dunque: la coabitazione e la dimora abituale nel Comune di Milano.
Per unione civile il regolamento intende dunque “un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nelle stesso Comune.”
Per vincolo affettivo si intende “reciproca assistenza morale e materiale” dei soggetti coabitanti.
Nel merito le Commissioni hanno valutato positivamente l'impianto del regolamento in quanto costituisce una forma di riconoscimento di una realtà ormai senz'altro imprescindibile nel territorio del Comune di Milano, quella delle coppie di fatto fondate sul legame affettivo dei loro componenti.
Nell’ambito delle proprie competenze, il Comune si impegna ad assicurare alle coppie unite civilmente, l’accesso a tutti i procedimenti quali la casa, sanità e servizi sociali, giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti.
Al fine di rendere più chiaro l'impianto del regolamento le Commissioni suggeriscono le seguenti modifiche:
  • all' Art 2, punto 2: il Comune si impegna, attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici Competenti, a rimuovere situazioni di discriminazioni delle unioni civili e permetterne l’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.
  • all'Art. 2, punto 3: l’attestato è rilasciato per i soli usi necessari all’accesso a tutti i procedimenti, benefici e opportunità amministrative previste da Atti e Disposizioni dell’Amministrazione Comunale
Si osserva inoltre che in via integrativa sarebbe opportuno prevedere:
  • che le mutazioni relative al vincolo affettivo siano dichiarate dal responsabile delle dichiarazioni anagrafiche ovvero da entrambi i componenti
  • che l'attuazione delle norme previste in questo regolamento non entri in contraddizione con l'articolo 31 della Costituzione


MERCATO LAGOSTA
Qui sotto la relazione dei Presidenti Simi e Quattrociocchi.

 

LINEE GUIDA CAG
La Commissione decide le seguenti linee guida come priorità di progettazione dei Cag (centri di aggregazione giovanile):
  • svolgimento di iniziative nei quartieri per aggregare adolescenti e giovani nei loro luoghi di vita quotidiana
  • attivazione di processi di mediazione tra adolescenti e adulti di riferimento (come prevenzione al disagio giovanile)
  • laboratori che favoriscano la realizzazione di attività culturali, ricreative, sportive, del tempo libero, idonee a vivacizzare i quartieri e i loro spazi pubblici e coinvolgere i cittadini
  • azioni che ricerchino collaborazione con altri enti/associazioni in funzione della promozione di cittadinanza attiva dei giovani e che facilitino il rapporto tra adolescenti, giovani e Amministrazione comunale, anche quale partecipazione alla individuazione e realizzazione di modalità per migliorare la qualità della vita dei quartieri
  • iniziative che pongano in essere azione per la coesione ed integrazione della popolazione giovanile italiana e straniera
  • interventi per un lavoro a una rete con i servizi comunali territoriali, di competenza del Decentramento, come i Centri Multifunzionali (Cam).


FESTA DI VIA VEGLIA/LARIO
Il Circolo Associativo Culturale "mercante in piazza" organizzerà per il 30 settembre la festa di via Veglia - Lario.
Durante la giornata si svolgeranno diversi eventi e numerose attrazioni di carattere musicale, di giocoleria e numerosi spettacoli, oltre alla presenza di molti banchi di vendita di prodotti alimentari e dell'artigianato. Si svolgerà anche un laboratorio di aquiloni acrobatici con premiazione.Contributo: 1000 euro.

PATROCINI E INIZIATIVE
Il gruppo sportivo Montestella in collaborazione con il Giardino degli aromi organizza una marcia chiamata "1° camminata tra il verde e gli orti con fido", che si svolgerà all'interno del parco dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini il 23 settembre.
Il ricavato della manifestazione determinato dal costo dell'iscrizione verrà devoluto interamente all'hospice, reparto per malati terminali che ha sede proprio all'interno della struttura. Patrocinio gratuito.

La "Cooperativa Bovisasca 90 - La casa Ecologica" in occasione del decennale della costruzione del complesso edilizio organizza una festa all'interno del giardino pubblico tra le vie Baldinucci e Candiani, nel pomeriggio di sabato 15 settembre. Per l'occasione sono previste diverse attività di intrattenimento: coro multietnico della Biblioteca Bladinucci, attività di esplorazione e gioco per bambini, letture in vari punti del giardino, musica con banda di strada.
In occasione della festa, per riqualificare il muro di cinta posto sul lato via Baldinucci del giardino, si farà un murale la cui realizzazione sarà affidata ai componenti del "CollettivoF84", giovani artisti diplomati all'Accademia delle belle arti di Brera.

PARERI
Parere positivo in merito al rinnovo di locazione relativo all'area di 160 mq ad uso "parcheggio e deposito" sita in via Bauer/Piazza Belloveso a favore del signor Senatore Franco. La Commissione ha verificato l'effettivo intervento di bonifica da amianto presente sull'area.
La durata della locazione è di un anno, con un canone annuale di 1778.80 euro e il divieto di mutare la destinazione d'uso.

Parere favorevole al Piano Urbano Generale Servizi del Sottosuolo (PUGSS).
Fanno parte del PUGSS la rete distribuzione gas, energia elettrica, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, impianti semaforici, acquedotto, fognatura, telecomunicazioni.
Chi fosse maggiormente interessato a questo argomento e volesse avere chiarimenti me lo dica. Provvederò ad inviare maggiore documentazione.

giovedì 19 luglio 2012

UNIONI CIVILI IN CDZ9 - IL MIO INTERVENTO

Sgombro subito dal campo alcune questioni.

Questa delibera è ideologica? Sì. Perché è evidente a tutti i presenti, all’opposizione come alla maggioranza, che il Comune di Milano prova a colmare un buco legislativo, causato da un forte ritardo del Parlamento, rispetto al discorso delle coppie di fatto. Gli strumenti a disposizione sono pochi, l’impatto sulla vita delle persone probabilmente sarà limitato, ma è un segnale che questa città vuole provare a dare.
Il regolamento poteva essere scritto molto meglio di così? Certamente.
Il percorso che questo provvedimento ha fatto dal Comune alla Zona, arrivato di corsa dopo le dichiarazioni del Sindaco e la scarsa conoscenza da parte di qualcuno degli iter che devono coinvolgere i Consigli di Zona, è discutibile? Concordo. Questo testo arriva in aula più per dovere che per piacere o per interesse.

Ciononostante stasera siamo chiamati a fare i conti con qualcosa che interroga direttamente la nostra coscienza e per questo provo a mettere da subito le mani nel piatto. Perché qui la questione, al di là delle procedure e dei regolamenti, è che tipo di società abbiamo in mente e come intendiamo regolare fenomeni ampiamente riscontrabili e in costante aumento nella nostra comunità.

Ci troviamo di fronte quotidianamente a persone conviventi e, contemporaneamente, assistiamo alla crisi dell’istituzione matrimoniale: è di qualche giorno fa la notizia che i matrimoni in Italia durano in media 15 anni (dati Istat). Tutti, tutti, sappiamo che c’è una sempre maggiore fetta di popolazione, soprattutto fra i giovani, che non si riconosce nell’istituzione del matrimonio. Le scelte di questi uomini e di queste donne devono interrogare il nostro agire nell’amministrare la cosa pubblica. Per questo motivo ci troviamo qui, oggi, a discutere di questi temi.
Perché una risposta va data. È imprescindibile. Non si può sempre pretendere che la politica indirizzi la società. Talvolta bisogna prendere atto di alcuni trend sociologici, cercando di normarli nell’interesse dallo Stato, cioè di tutti noi. Non possiamo obbligare tutti a sposarsi. Non possiamo far finta di non vedere che chi fa queste scelte deve essere in qualche modo tutelato.

Non mi nascondo. C’è un ulteriore problema. C’è chi, con la legislazione vigente, non può nemmeno scegliere. Parlo delle coppie omosessuali, che non hanno cittadinanza, ad oggi, nell’agire dello Stato. Non c’è luogo, fisico e normativo, nel quale possano veder riconosciuto il sentimento che li lega. Non c’è luogo in cui quelle due persone possano dire allo Stato e alla loro comunità che quel vincolo affettivo può essere un valore, certo diverso da quello della famiglia tradizionale, ma pur sempre riconosciuto e riconoscibile.
Mi soffermo un attimo sulla questione dell’omosessualità perché è evidente che nel discorso che stiamo facendo ha un suo peso specifico visto che tutti sapete quali sono i miei riferimenti religiosi e culturali.
Ovviamente non concordo con chi pensa che sia una malattia, nemmeno con chi dice che siano atteggiamenti disordinati. In poche parole, temo di non concordare con una parte della tesi proposta delle gerarchie ecclesiali. Eppure qualcosa, anche nella Chiesa, comincia a muoversi. Concordo con le coraggiose parole di apertura del Cardinal Martini, che tanto ha dato e continua a dare a questa città, che cito come fatto in Commissione:
Però non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. Io sostengo il matrimonio tradizionale con tutti i suoi valori e sono convinto che non vada messo in discussione. se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliamo assolutamente che non sia?
Queste parole sono preziose per me. Indicano una strada e un quadro di riferimento all’interno del quale muoversi. Ho sempre trovato controproducente l’atteggiamento, pur legittimo, di una certa area politica, che fa riferimento al centrodestra. Non credo che i valori del cattolicesimo vadano imposti per legge. Credo nel valore forte della testimonianza di tutti noi. Le persone, come diceva il cardinal Martini, devono poter scegliere. La nostra proposta di vita, parlo da cattolico, deve essere talmente forte da non aver bisogno di essere puntellata e difesa. La nostra fede ha avuto le gambe per camminare lungo 2000 anni di storia, certo non grazie alle leggi o ad alcune decisioni delle gerarchie. Galileo e San Francesco sono due esempi illustri a dimostrazione di questa tesi. Qui, oggi, si tratta di ribaltare il piano. Faccio un’ultima citazione. Si tratta di breve passo del libro “obbedienza e libertà” di Vito Mancuso:
Si tratta di porre davvero la fede a servizio del mondo, di questo pezzo di mondo che si chiama Italia, pensandosi come seme che marcisce nel campo o come lievito che scompare nella pasta. Fino a quando il seme vorrà preservare la sua identità di seme senza pensarsi in funzione della pianta, verrà meno il suo compito; fino a quando il lievito vorrà preservare la sua identità di lievito senza pensarsi in funzione della pasta, verrà meno il suo compito. Fino a quando i cattolici italiani vorranno preservare la loro identità di cattolici senza pensare al servizio della società italiana, verranno meno al loro compito; e fino a quando la Chiesa tutelerà i suoi interessi particolari come una delle tante lobby senza essere davvero "cattolica", cioè universale, non sarà fedele al suo compito che è sperdersi "per la vita del mondo".
In quest’aula qualcuno, mentre affrontavamo argomenti simili, mi urlò che mi dovevo vergognare, altri in Commissione erano preoccupati per me, perché dopo aver votato stasera avrei dovuto mettere piede in Chiesa. Tranquillizzo tutti. Sono favorevole a discutere di questi argomenti proprio per via della mia fede. Non criminalizzo altre posizioni, ma è ora che la si smetta di criminalizzare la mia. In quest’aula, facendo riferimento alla religione, nessuno può ergersi a giudicare.

Per questi motivi, in coscienza, voterò favorevolmente a questa delibera.
Perché questo provvedimento serve. È ideologico e strumentale, nel senso che è utile nel segnalare una necessità e una criticità della nostra società dando un segnale ad una fetta di popolazione. E la sua utilità c’è anche perché ad adottarlo è una città come Milano, da sempre protagonista nella storia d’Italia in tema di diritti.
Perché è ora che la si smetta di fare le battaglie contro l’acquisizione dei diritti da parte di alcuni. È tempo di lottare per cose più dirimenti: sostegno alle giovani coppie, maggiori strumenti per maternità e paternità, quoziente familiare. Per questo ho chiesto, ed i relatori l’hanno accettato, di inserire nelle osservazioni il riferimento all’articolo 31 della Costituzione.
Perché Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca, Svezia, Svizzera, hanno adottato strumenti per regolarizzare queste situazioni. E l’Italia fa parte dell’Europa. Politicamente e culturalmente
Perché sono per il mantenimento ed il riconoscimento delle differenze, di chi compie la scelta di sposarsi assumendosi onori ed oneri, non per l’esclusione di tutti gli altri dall’acquisizione di diritti che, umanamente, trovo legittimi.

EX DUCERE

Al Liceo, per 5 anni, entrando nell'atrio della scuola mi trovavo di fronte questa immagine. Tutte le mattine. Oggi non mi viene in mente niente di più banale che ripostarla qui sopra.
Perché ci educhi, perché ci indichi la strada, perché solleciti la nostra parte migliore, perché ci interroghi sul nostro agire quotidiano. Per far camminare le loro idee sulle nostre gambe.