Come alcuni di voi sapranno, già non nutro qualche perplessità sull'organizzazione dei Giovani Democratici, perché credo che l'organizzazione giovanile in un partito con sempre meno iscritti è un lusso che non ci possiamo più permettere, una riserva indiana insensata (soprattutto se si è considerati giovani fino a 30 anni).
Chiarisco, per evitare fraintendimenti, che stimo e apprezzo il lavoro prezioso svolto in modo disinteressato da molti Giovani Democratici che conosco. Ho collaborato spesso con loro e sono tutte bravissime persone,
Semplicemente il mio pensiero è che vista la carenza di "vocazioni" politiche, sarebbe il caso che si perdesse meno tempo nella giovanile e di più nei circoli e sul territorio.
Detto questo, cose come questa, mi fanno accapponare la pelle.
Per chi, come me, cerca di fare una battaglia da dentro per cercare di cambiare le cose, vedere che ci sono giovani peggio dei vecchi, che rispondono a logiche da Prima Repubblica cone l'elezione a porte chiuse di un Segretario, mi fa rabbrividire.
Le canne d'organo (correnti) del Partito Democratico, come diceva Zingaretti nel suo intervento a Milano, vanno rotte a martellate.
Un Partito come il nostro deve essere aperto, trasparente, pronto a confrontarsi con i suoi elettori ed iscritti in ogni momento. Le porte devono essere spalancate, l'elezione del segretario dei GD dovrebbe essere fatta con primarie aperte, apertissime.
Di giovani così, l'Italia, prima che il PD, non se ne fa nulla.
Fossi in Bersani questo qua non lo farei nemmeno candidare in Parlamento per punizione. Anche se, purtroppo, questa cosa non succederà mai.
mercoledì 14 dicembre 2011
SU FIRENZE E TORINO, CON SOFFERENZA E PREOCCUPAZIONE
Quello che è successo ieri a Firenze a pochi giorni dai fatti di Torino, fa prima schifo e poi pensare.
Non voglio cadere nella solita retorica del "siamo tutti fratelli", perché, in questo modo, si negano oggettive complessità.
Qui, da ricostruire, c'è il senso di appartenenza ad una comunità vera, reale, quotidiana, non quella idealizzata e strumentalizzata da alcuni partiti politici, identificabile con luoghi di nascita o colore della pelle (questi poi, lo ricordo sempre, fanno le battaglie per il crocifisso, per dire).
C'è da ricostruire la voglia di stare insieme, di conoscersi, di condividere esperienze prima che stati d'animo.
C'è bisogno di non sottovalutare il sentimento di qualcuno, soprattutto in una convergenza economica come questa, che non lascia respirare i più deboli, che porta ad individuare il diverso come la fonte dei problemi. Non sarà giusto, ma è comprensibile. Queste persone vanno ascoltate, comprese, accompagnate sulla strada della tolleranza prima e della fratellanza poi.
La fonte dei problemi sta nella redistribuzione del reddito. Non facciamoci la guerra fra noi 99%, altrimenti faremmo l'interesse di quell'1% che continua ad arricchirsi.
Soprattutto impariamo a non farci la guerra, vista la necessità di abbassare, tutti, il nostro livello di vita, per consentire a chi non ha nemmeno di avere acqua potabile di vivere dignitosamente.
A noi, comuni mortali, il compito di tessere senza tregua un tessuto sociale che si sfalda in modo pericoloso ogni giorno di più. Ognuno si senta protagonista.
Non voglio cadere nella solita retorica del "siamo tutti fratelli", perché, in questo modo, si negano oggettive complessità.
Qui, da ricostruire, c'è il senso di appartenenza ad una comunità vera, reale, quotidiana, non quella idealizzata e strumentalizzata da alcuni partiti politici, identificabile con luoghi di nascita o colore della pelle (questi poi, lo ricordo sempre, fanno le battaglie per il crocifisso, per dire).
C'è da ricostruire la voglia di stare insieme, di conoscersi, di condividere esperienze prima che stati d'animo.
C'è bisogno di non sottovalutare il sentimento di qualcuno, soprattutto in una convergenza economica come questa, che non lascia respirare i più deboli, che porta ad individuare il diverso come la fonte dei problemi. Non sarà giusto, ma è comprensibile. Queste persone vanno ascoltate, comprese, accompagnate sulla strada della tolleranza prima e della fratellanza poi.
La fonte dei problemi sta nella redistribuzione del reddito. Non facciamoci la guerra fra noi 99%, altrimenti faremmo l'interesse di quell'1% che continua ad arricchirsi.
Soprattutto impariamo a non farci la guerra, vista la necessità di abbassare, tutti, il nostro livello di vita, per consentire a chi non ha nemmeno di avere acqua potabile di vivere dignitosamente.
A noi, comuni mortali, il compito di tessere senza tregua un tessuto sociale che si sfalda in modo pericoloso ogni giorno di più. Ognuno si senta protagonista.
martedì 13 dicembre 2011
NUOVA LINFA E UN'AGENDA (DIGITALE) FITTISSIMA
Pippo individua due possibilità. Perchè la politica sembra essersi persa per strada, ma servirebbe mai come ora, se fosse in grado di alimentarsi con una nuova linfa senza guardarsi e rimenarsi continuamente l'ombelico.
Oppure, ed è la seconda soluzione, tentare il colpo di testa, la soluzione nuova. La ripartenza. Il gesto, anche. Dire che cosa faremmo noi in più rispetto a quello che è stato fatto. Quali sono le infrastrutture che abbiamo in mente, estrarre dallo zainetto l’agenda digitale, descrivere i nostri progetti sulla tracciabilità e sul contrasto dell’evasione, convocare quella benedetta assise sulla corruzione che Rodotà propose vent’anni fa, trasformare il Paese più arretrato e conservatore tra quelli più ricchi nel Paese dell’innovazione. Parlare di suolo e di paesaggio. Dare alla politica un tempo e una misura. Ritrovare il concetto di rappresentanza, che giace esausto sotto il Porcellum da troppi anni. Rivolgerci ai giovani, che si meritano di più e che devono poter cambiare le proprie condizioni di partenza.
QUALCUNO ME LO DICE?
Pensavo che mi sta bene, in un periodo come questo, che mi prendano soldi dal conto corrente, mi facciano lavorare fino a 70 anni e si concentrino molto sui pensionati e poco sui giovani.
Però, ad un certo punto, vorrei sapere questi soldi dove vanno e a cosa servano. Perché sarò asino io, ma non l'ho ancora capito.
Però, ad un certo punto, vorrei sapere questi soldi dove vanno e a cosa servano. Perché sarò asino io, ma non l'ho ancora capito.
SMETTERE DI SENTIRSI DIRE COME FARE LE COSE
Elia risponde a Fassina con precisione e chiarezza:
I problemi dei giovani e del lavoro, di noi giovani, non sono trendy e non sono cool e chi se ne preoccupa non va schernito. Sono i problemi di una generazione che, diversamente dalla tua, non può permettersi di giocare a fare la generazione rivoluzionaria con i soldi di mamma e papa`. Di una generazione che, diversamente dalla tua, non andrà in pensione a 67 anni, ma a 75, se mai ci arriverà, alla pensione. Di una generazione che si e` stufata di sentirsi dire da altri, come devono essere fatte le cose, secondo paradigmi che non solo non ci piacciono, ma evidentemente neanche ci interessano.Qui il resto.
lunedì 12 dicembre 2011
CAPRICCI E POPULISMO
Andrea Sarubbi chiarisce la posizione del Pd, dopo le dichiarazioni di Fassina su l'Unità: il PD voterà la manovra.
La voterà dopo essersi battuto contro le iniquità di questa manovra dolorosa quanto necessaria. Porteremo a casa qualcosa, non tutto, perché, come vado dicendo in questi giorni, in Parlamento c'è ancora Scilipoti e una maggioranza di centro-destra. E, come si sa, i numeri, sul tavolo della trattativa, pesano.
Continuo a pensare che un Partito politico serio non guarda al suo ritorno in termini elettorali, ma al bene del Paese. E io sono orgoglioso di stare nel PD, con tutte le sue contraddizioni, ma anche con il suo estremo senso di responsabilità.
Ed il bene del Paese non è la bancarotta.
Ebbene sì, meglio una manovra iniqua (e lo sarà meno del previsto per merito nostro) che essere responsabili della bancarotta (lo ripeto per avere bene in mente qual'è la prospettiva reale) di un Paese e dell'Europa.
Qualche benpensante di sinistra continua a criticare, perché essere contro è sempre molto più semplice che costruire. Si riempiono la bocca della difesa di pensionati e lavoratori.
Come scriveva Serra qualche giorno fa, queste cose la faremo insieme, in un governo di sinistra, quando e se governerà il Paese. Monti, è evidente, non è un "compagno".
Comportandosi in questo modo alcuni partiti allontanano, anziché avvicinarla, la possibilità di una futura coalizione di governo, perché prendere a sberle il fratello maggiore non è mai una idea brillante.
Alla fine, purtroppo o per fortuna, il fratello maggiore dovrà dimenticarsi dei capricci dei piccoli. Ma è di questo che parliamo: capricci, visto che nelle lamentele di questi giorni non c'è nessuna voglia di essere costruttivi, ma solo demagogia, mista ad una buona dose di populismo e di ideologia stantia.
Questa è lo stile di B.
Fare riferimento alla pancia delle persone.
Forse, per fare tutti un passo avanti, sarebbe ora di smetterla, e cominciare a fare riferimento ai cervelli di tutti. Altrimenti sarà la democrazia stessa a farne le spese.
La voterà dopo essersi battuto contro le iniquità di questa manovra dolorosa quanto necessaria. Porteremo a casa qualcosa, non tutto, perché, come vado dicendo in questi giorni, in Parlamento c'è ancora Scilipoti e una maggioranza di centro-destra. E, come si sa, i numeri, sul tavolo della trattativa, pesano.
Continuo a pensare che un Partito politico serio non guarda al suo ritorno in termini elettorali, ma al bene del Paese. E io sono orgoglioso di stare nel PD, con tutte le sue contraddizioni, ma anche con il suo estremo senso di responsabilità.
Ed il bene del Paese non è la bancarotta.
Ebbene sì, meglio una manovra iniqua (e lo sarà meno del previsto per merito nostro) che essere responsabili della bancarotta (lo ripeto per avere bene in mente qual'è la prospettiva reale) di un Paese e dell'Europa.
Qualche benpensante di sinistra continua a criticare, perché essere contro è sempre molto più semplice che costruire. Si riempiono la bocca della difesa di pensionati e lavoratori.
Come scriveva Serra qualche giorno fa, queste cose la faremo insieme, in un governo di sinistra, quando e se governerà il Paese. Monti, è evidente, non è un "compagno".
Comportandosi in questo modo alcuni partiti allontanano, anziché avvicinarla, la possibilità di una futura coalizione di governo, perché prendere a sberle il fratello maggiore non è mai una idea brillante.
Alla fine, purtroppo o per fortuna, il fratello maggiore dovrà dimenticarsi dei capricci dei piccoli. Ma è di questo che parliamo: capricci, visto che nelle lamentele di questi giorni non c'è nessuna voglia di essere costruttivi, ma solo demagogia, mista ad una buona dose di populismo e di ideologia stantia.
Questa è lo stile di B.
Fare riferimento alla pancia delle persone.
Forse, per fare tutti un passo avanti, sarebbe ora di smetterla, e cominciare a fare riferimento ai cervelli di tutti. Altrimenti sarà la democrazia stessa a farne le spese.
giovedì 8 dicembre 2011
CHIESE E ORATORI
Un'altra delle cose che non è proprio così come la raccontano è far pagare l'Imu alla chiesa.
Ieri, dal mio profilo facebook, ho detto che trovavo giusto far pagare l'Imu per le proprietà commerciali che fanno riferimento al Vaticano: la cosa sta dentro un principio di equità facilmente riscontrabile nel Vangelo.
Ho poi scoperto che in realtà la Chiesa dovrebbe già pagare, e non ho nessun motivo per credere che non lo faccia. Se così non fosse, lo Stato si attivi per recuperare i soldi che gli spettano.
Se la norma non è chiara , la si rettifichi in senso restrittivo, facendo pagare chi deve pagare.
Se parliamo invece di far pagare l'Imu per Chiese e Oratori, rispondo che, come per tutte le altre organizzazioni no-profit, sarebbe un errore. Credo tutti lo possano riconoscere: le reti religiose e associative fanno tessuto sociale, lo rinforzano e lo rigenerano.
Pensare di recuperare fondi da questo sarebbe intollerabile per chiunque, ci si riferisca a organizzazioni laiche o religiose, perché si andrebbe ad indebolire un tessuto sociale già ampiamente martoriato.
Vi assicuro che coi bar degli oratori non ci si guadagna, talvolta non si riesce ad andare nemmeno in pari.
Ecco, tutto qui.
Ieri, dal mio profilo facebook, ho detto che trovavo giusto far pagare l'Imu per le proprietà commerciali che fanno riferimento al Vaticano: la cosa sta dentro un principio di equità facilmente riscontrabile nel Vangelo.
Ho poi scoperto che in realtà la Chiesa dovrebbe già pagare, e non ho nessun motivo per credere che non lo faccia. Se così non fosse, lo Stato si attivi per recuperare i soldi che gli spettano.
Se la norma non è chiara , la si rettifichi in senso restrittivo, facendo pagare chi deve pagare.
Se parliamo invece di far pagare l'Imu per Chiese e Oratori, rispondo che, come per tutte le altre organizzazioni no-profit, sarebbe un errore. Credo tutti lo possano riconoscere: le reti religiose e associative fanno tessuto sociale, lo rinforzano e lo rigenerano.
Pensare di recuperare fondi da questo sarebbe intollerabile per chiunque, ci si riferisca a organizzazioni laiche o religiose, perché si andrebbe ad indebolire un tessuto sociale già ampiamente martoriato.
Vi assicuro che coi bar degli oratori non ci si guadagna, talvolta non si riesce ad andare nemmeno in pari.
Ecco, tutto qui.
CARI AMICI DI CL
Stamattina leggevo su Repubblica questo articolo, dove è riportata una intercettazione riguardo il malaffare lombardo.
Copio dal blog di Andrea Sarubbi, che a sua volta copia dal blog di Gad Lerner.
Lo dico io che credo fortemente alla necessità di riportare all'interno delle nostre comunità la politica, e credo con altrettanta forza che lo si debba fare necessariamente insieme.
Lo dico io che conosco tante brave persone di Cl.
Lo dico non per interesse politico, ma perché credo che siamo noi, tutti, a dover dare testimonianza, perché è da questo, più che con le battaglie politiche e i soldi, che riporteremo i nostri fratelli e le nostre sorelle ad impegnarsi nella vita sociale e politica.
Copio dal blog di Andrea Sarubbi, che a sua volta copia dal blog di Gad Lerner.
Invito i miei amici di Comunione e Liberazione (sì, ne ho parecchi, specie fra i vecchi compagni di scuola) a leggersi l’articolo di Paolo Berizzi su ‘La Repubblica’ di oggi. (…) Credo che il vostro vecchio Don Gius si rivolti nella tomba, a essere citato come grimaldello per furbizie più o meno tangentare. Forse è venuto il momento per voi del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione di fare qualcosa: liberatevi degli affaristi, scacciate i mercanti dal Tempio. (Gad Lerner)
Anch’io ve lo chiedo, cari amici di Cl, con la stessa forza con cui l’altro giorno ho difeso la Colletta alimentare. E non mi spinge tanto il desiderio di rimarcare le differenze politiche tra noi, ve lo garantisco, quanto piuttosto l’amore per il Vangelo: perché per colpa di quei mercanti, pochi o tanti che siano, qualcuno ha già smesso di entrare nel Tempio da un po’ e tanti altri potrebbero smettere presto. Ci avete pensato? (Andrea Sarubbi)Lo dico con il cuore in mano pure io, che credo fermamente nella ricerca di uno stile diverso e condiviso che derivi dal Vangelo. Divisioni politiche, ma stile sobrio, al servizio, in ascolto, lontano dal malaffare.
Lo dico io che credo fortemente alla necessità di riportare all'interno delle nostre comunità la politica, e credo con altrettanta forza che lo si debba fare necessariamente insieme.
Lo dico io che conosco tante brave persone di Cl.
Lo dico non per interesse politico, ma perché credo che siamo noi, tutti, a dover dare testimonianza, perché è da questo, più che con le battaglie politiche e i soldi, che riporteremo i nostri fratelli e le nostre sorelle ad impegnarsi nella vita sociale e politica.
E LA LEGITTIMA SPERANZA DI REALIZZAZIONE?
Un bel pezzo sul Sole, segnalato da Pietro Raffa.
È probabile che, alla fine, si recuperino risorse per alzare quella soglia (e probabilmente quella di esenzione Imu). E questo sarà il risultato che Cgil, Cisl e Uil attribuiranno alla loro lotta. Se ciò accadrà sarà comunque un bene, ma non metterà a fuoco il vero tema sociale: il riequilibrio del patto di solidarietà tra le generazioni, la necessità di dare a chi ha oggi 18-20 anni una serena idea di futuro, una legittima speranza di realizzazione, di fiducia nelle proprie possibilità e nelle condizioni di vita e di reddito future.
Qui l'articolo completo (che consiglio, perché fa ulteriori riflessioni interessanti sul tema).
DIARIO DELLA MANOVRA
Il Pd fa una bella iniziativa.
Il diario della crisi.
Perché ci stanno (stiamo) provando a migliorare questa manovra.
Il diario della crisi.
Perché ci stanno (stiamo) provando a migliorare questa manovra.
LA CONSAPEVOLEZZA
Francesco Costa sul Post evidenzia come le notizie che circolano in questi giorni, rispetto al famoso acquisto dei caccia bombardieri, siano state un tantino utilizzate in modo demagogico.
La faccenda è semplice: i 13 miliardi (non 15, né 16, né 17) saranno spesi e spalmati da qui al 2026, perciò il risparmio sarebbe, per quest'anno, di circa 500 milioni; questa cifra, ovviamente, non serve a coprire le pensioni, come insistentemente detto ieri dall'onorevole Donadi, che, come il miglior Berlusconi, per avere qualche consenso in più ha buttato un po' di fumo negli occhi degli italiani, salvo poi rettificare su giornalettismo.com (continuo a pensare che Idv e Sel stiano facendo sciacallaggio sugli italiani, oltre che sul PD, e che le nostre strade si dovranno dividere se si continua così).
Qui trovate il tutto spiegato in modo chiaro.
Ovviamente con questo non voglio dire che le spese militari non vadano tagliate, anzi, ma per dire che devono essere tagliate sarebbe meglio avere chiaro di cosa si sta parlando.
E faccio ammenda io per primo.
Non è la prima né l'ultima notizia che in queste ore circola in maniera incontrollata, senza che abbia fondamento. Occhi aperti, tutti.
Perché il sale della democrazia, prima ancora che il voto, è la consapevolezza.
P.s. l'Italia spende per le spese militari l'1,7% del Pil, sotto la spesa di molti paesi, livello più basso dal 1988. Si può e si deve fare meglio, però almeno sappiamo di cosa parliamo.
La faccenda è semplice: i 13 miliardi (non 15, né 16, né 17) saranno spesi e spalmati da qui al 2026, perciò il risparmio sarebbe, per quest'anno, di circa 500 milioni; questa cifra, ovviamente, non serve a coprire le pensioni, come insistentemente detto ieri dall'onorevole Donadi, che, come il miglior Berlusconi, per avere qualche consenso in più ha buttato un po' di fumo negli occhi degli italiani, salvo poi rettificare su giornalettismo.com (continuo a pensare che Idv e Sel stiano facendo sciacallaggio sugli italiani, oltre che sul PD, e che le nostre strade si dovranno dividere se si continua così).
Qui trovate il tutto spiegato in modo chiaro.
Ovviamente con questo non voglio dire che le spese militari non vadano tagliate, anzi, ma per dire che devono essere tagliate sarebbe meglio avere chiaro di cosa si sta parlando.
E faccio ammenda io per primo.
Non è la prima né l'ultima notizia che in queste ore circola in maniera incontrollata, senza che abbia fondamento. Occhi aperti, tutti.
Perché il sale della democrazia, prima ancora che il voto, è la consapevolezza.
P.s. l'Italia spende per le spese militari l'1,7% del Pil, sotto la spesa di molti paesi, livello più basso dal 1988. Si può e si deve fare meglio, però almeno sappiamo di cosa parliamo.
mercoledì 7 dicembre 2011
MI DICONO CHE SONO FASCISTA
Ieri mi sono preso ancora del fascista per aver presentato il progetto dei Consiglieri di zona under 30, da parte del Consigliere Tucci, di Rifondazione Comunista.
Ma come si fa a non capire che non è un atto discriminatorio?
Come si fa a non capire che l'educazione fra pari, in questi casi, è molto più efficace?
Come si fa a non capire che condividere le stesse inquietudini, gli stessi problemi, per il futuro, significa avere maggiore empatia e maggiore credibilità?
Il Consiglieri Tucci non credo abbia problemi di stage non retribuiti, contratti a progetto, difficoltà di costruirsi e immaginarsi un futuro. Io, noi tutti, sì.
Come si fa a non capire che non è una questione politica, di partiti, ma è il Consiglio che dà mandato ai suoi giovani, riconoscendo che sono una ricchezza, al di là del partito di cui fanno parte?
Evidentemente chi mi dà del fascista non conosce la storia. Non curo il culto della giovinezza e della Patria, cerco come posso di curare una democrazia malata, inquinata anche da partiti politici e politici che non riescono a guardare al di là del loro naso, causando una disaffezione da parte di molti ragazzi.
Continuando così, è una democrazia senza futuro.
Ma come si fa a non capire che non è un atto discriminatorio?
Come si fa a non capire che l'educazione fra pari, in questi casi, è molto più efficace?
Come si fa a non capire che condividere le stesse inquietudini, gli stessi problemi, per il futuro, significa avere maggiore empatia e maggiore credibilità?
Il Consiglieri Tucci non credo abbia problemi di stage non retribuiti, contratti a progetto, difficoltà di costruirsi e immaginarsi un futuro. Io, noi tutti, sì.
Come si fa a non capire che non è una questione politica, di partiti, ma è il Consiglio che dà mandato ai suoi giovani, riconoscendo che sono una ricchezza, al di là del partito di cui fanno parte?
Evidentemente chi mi dà del fascista non conosce la storia. Non curo il culto della giovinezza e della Patria, cerco come posso di curare una democrazia malata, inquinata anche da partiti politici e politici che non riescono a guardare al di là del loro naso, causando una disaffezione da parte di molti ragazzi.
Continuando così, è una democrazia senza futuro.
martedì 6 dicembre 2011
LA POLITICA NON DIVENTI SOLO PER RICCHI
Il Comunicato Stampa scritto dai Consiglieri di Zona under 30 del Pd, perché la politica non torni ad essere una faccenda per ricchi.
"Appoggiamo dal Consiglio Comunale questa battaglia, visto che nel nostro programma di governo abbiamo da subito puntato sul decentramento" proseguono Emanuele Lazzarini e Filippo Barberis, Consiglieri Comunali under 30 del PD. "Abbiamo approvato ieri stesso in Consiglio una mozione urgente e ampiamente condivisa che chiede al Governo di salvare gli emolumenti dei Consigli di Zona per le città più grandi, visto che è lì che questi presidi delle Istituzioni svolgono un lavoro prezioso di amministrazione e collegamento con il territorio".
lunedì 5 dicembre 2011
LO FACCIAMO NOI?
L'analisi di Pippo mi sembra sensata (anche se a me piace un più che a lui, evidentemente, la manovra), se non fosse che queste cose non saremo in grado di comunicarle. Perché se lo fossimo, avrebbe già cominciato a farlo Pigi ieri da Fazio. E invece...
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