Ecco un piccolo report:
Il differenziale fra bund tedeschi e bond italiani è calato, ma resta alto. I quattro punti di differenza tra i bond italiani a 10 anni e quelli tedeschi è sintomo di scarsa credibilità del nostro Paese.
Credendo fortemente nell'Euro (la soluzione ovviamente non è uscirne, ma eventualmente rafforzare ancora di le Istituzioni europee), non possiamo uscire dalle regole che la Comunità Europea ci impone.
E' da questo quadro generale che deriva l'obbligo per gli enti locali di sottostare al Patto stabilità, che è giusto, ma è un elemento costrittivo per i bilanci locali, che sono chiusi in schema riduttivo.
La finanza locale è bloccata.
Ci sono elementi che ci fanno dire che il Bilancio 2011 verrà chiuso con 100 milioni di passivo, che si vanno ad aggiungere alla situazione trovata.
La Giunta Moratti aveva pensato al bilancio 2011 centrandolo su entrate straordinarie non ripetibili. Questo è un problema, visto che, essendo irripetibili, l’anno prossimo non ci saranno più.
Le due entrate irripetibili, come molti sanno sono:
- 170 milioni 18,6% serra valle
- 124 milioni riserva straordinaria Sea (che non è il dividendo)
Per il 2011 sarà necessario quindi portare a termine queste due operazioni, ma per il 2012 ci troviamo di fronte a questa situazione:
170 + 124 + 100 = 394 milioni.
Il Bilancio partirà con 400 milioni circa di passivo. E' necessario perciò tagliare la spesa e fare una revisione delle entrate.
La Giunta Moratti aveva timidamente cominciato a fare una analisi della spesa, è una tendenza da continuare. Il Comune di Milano sta mettendo in atto un'azione di spending review per analizzare in modo capillare i propri capitoli di bilancio.
Nell'analisi non ci si può limitare ai differenziali di incremento rispetto agli anni precedenti, ma è necessario studiare la spesa nella sua storicità e nella tendenza che ha preso.
Il Comune di Milano, contrariamente al governo nazionale, è contrario ai tagli lineari. Decidere se salvaguardare un servizio o no è uno dei compiti (ingrati) della politica. Bisogna entrare nel merito della qualità della spesa. E' un concetto basilare economia domestica: fra le vacanze all'estero e mandare i miei figli a scuola è normale che compierò la scelta di riservare le mie finanze a mandare a scuola i miei figli. Bisogna individuare delle priorità e farsi delle domande contemporaneamente: ci sono sprechi o sono ridotti all'osso? Questo serve per difendere gli interesse dei più deboli? Il capitolo di spesa risponde a determinati obiettivi?

