giovedì 9 giugno 2011

L'UOMO CHE HA FOTTUTO L'ITALIA

Dice l'Economist di B., dando alcuni a sostegno della tesi.

PROMEMORIA PER DOMENICA

LE QUOTE ROSA SONO UNA CAZZATA

So che non è politically correct e so che mi attirerò le ire di molti, ma secondo me il concetto di quota rosa, riferito alla suddivisione degli incarichi di governo, è una puttanata.
Se per il Parlamento e per le liste ha un senso ed è corretta, perché si garantisce a tutti uno stesso trattamento sulla linea di partenza (però, a questo punto, bisognerebbe anche provare a istituire una quota giovane di under 40 pari a un terzo della lista), per i ministri, gli assessori, i commissari, le deleghe, questa "spartizione" non garantisce ai cittadini il miglior servizio possibile.
Gli incarichi devono essere assegnati per merito, competenza, tenendo conto dei risultati elettorali e della storia politica delle persone. Garantire il miglior servizio possibile alla città significa scegliere le persone migliori per i posto migliori, a prescindere dal genere cui appartengono.
Ecco, l'ho detto.

mercoledì 8 giugno 2011

SAREBBE

Popolino ha paura che di rinnovamento, primarie, web 2.0, partecipazione giovanile, siano argomenti presi seriamente dal Pdl, mentre il Pd è ancora dietro al modello "Macerata".
Forse la sua paura è esagerata, però, forse, c'è da tenere alta l'attenzione. Sul nostro caro Pd, s'intende.

VERGOGNA

Amministrare significa, a seconda delle proprie priorità e dei propri principi, perseguire il bene comune attraverso politiche che consentano ai cittadini una vita migliore, garantendo servizi e mettendosi al servizio dei bisogni reali delle persone con responsabilità.
Letizia Moratti lascia delle voragini da 500-700 milioni di euro nel Comune di Milano, dimostrando una irresponsabilità grave, per cui dovrebbe pagare personalmente. La condizione in cui ci lasciano i conti del comune è, se mai ce ne dovesse essere ancora bisogno, la dimostrazione del disinteresse, da parte di questa destra, del bene della comunità: l'unico interesse è stare al potere più tempo possibile, coprendo i propri misfatti politici ed economici.

Lasciare questo buco, lasciarlo svendendo immobili, vendendo partecipazioni, tagliando sulla spesa corrente, regalando soldi a consulenti amici, attuando politiche finanziarie folli, equivale al manifesto del loro completo menefreghismo per Milano.

Ancora una volta il centrosinistra, la forza politica che si è trovata in questa situazione anche a livello nazionale, dovrà risistemare le casse del Comune, nell'interesse dei milanesi e delle loro esigenze, garantendo contemporaneamente l'attuazione del programma, premiato dai milanesi alle elezioni, essenziale per Milano.

COL NOSTRO FUTURO...

Mentre a Milano il Pd, insieme a tutte le forze della coalizione di centrosinistra, ha saputo dare una prospettiva ai giovani e una speranza di cambiamento, in Sicilia non siamo in grado di farlo, visto che ci siamo alleati con Lombardo.
Logicamente, viste le condizioni in cui versa l'isola, l'onda lunga degli indignados spagnoli è arrivata anche lì, in versione forchette rotte.
Facciamo qualcosa?

martedì 7 giugno 2011

SCOLA, CL, LA DIOCESI, IL GREGGE ED IL PASTORE

Fabio fa qualche considerazione sul prossimo arcivescovo a Milano.

I 5 REFERENDUM DI MILANO (OLTRE AI 4 NAZIONALI)

Per chi non conoscesse i cinque referendum di Milano (sono consultivi, con il quorum al 30%), qui e qui trovate qualche informazione. Prima che vi troviate con 9 schede in mano senza sapere il perché.

venerdì 3 giugno 2011

UNA BELLISSIMA PIAZZA

Il cardinal Tettamanzi su lunedì sera:
Una bellissima piazza - dice -. E le istituzioni, coloro che governano e che amministrano dovrebbero sempre sapere ascoltare i cittadini che sono in piazza e che parlano dei loro problemi. Se gli amministratori sapessero entrare nel vivo dei problemi delle persone concrete, potrebbero trovare risposte adeguate

E' ANCHE COLPA DEI GIORNALISTI

Prima di cominciare questo post premetto che la colpa è anche del Pd, perciò non scarico responsabilità su nessuno, ma semplicemente allargo la cerchia dei colpevoli.
In questi giorni dopo le elezioni di Milano, in cui è evidente che gran parte del merito è della giovane classe dirigente del Pd locale, tutti i giornalisti e i telegiornali si sono affrettati a sentire D'alema, Veltroni, Rutelli, causando il reiterarsi del solito meccanismo per cui chi sta nel palazzo perdendo sempre le elezioni ha una visibilità maggiore di chi, invece, vince scegliendo, per esempio, di fare le primarie.
Repubblica, la Gruber, il Corriere ecc. ecc. sono colpevoli del mantenimento di uno status quo mediatico che danneggia il rinnovamento e il nostro partito.
Perché non invitate i giovani, anche quando raggiungono risultati importanti?

mercoledì 1 giugno 2011

SE LO DICE LUI

Io sono d'accordo con il nuovo sindaco di Milano, parlando del comizio di Vendola:
Quando uno va in una città che non conosce bene dovrebbe più ascoltare che parlare. Lo dico con l’affetto grosso che ho per Nichi

L'ENNESIMA OCCASIONE

Questa vittoria per il nostro partito non sarà tale se non cogliamo l'occasione di ribadire quello che gli elettori hanno provato a dirci con il voto: vinciamo se stiamo uniti.
Bisogna tenere gli occhi aperti e vigilare, perché se non sarà avvenuto il ricambio generazionale con la vittoria di Milano, unica strada per un Pd davvero all'avanguardia e coeso, allora il Pd avrà perso l'ennesima occasione.