lunedì 7 giugno 2010
TAGLI TAGLI TAGLI SEMPRE TAGLI
Al liceo di Putignano chiedono soldi ai genitori per pagare i commissari di maturità dei figli, perchè non hanno soldi, lo Stato non ne passa abbastanza. E chi non li ha ripete l'anno? La scuola è così poco importante?
venerdì 4 giugno 2010
LA TV DEGLI IGNORANTI
In Rai succedono cose sempre più strane, pericolose, antidemocratiche.
Qualcuno vorrebbe dimezzare le puntate che Saviano sta preparando per l'azienda pubblica.
Non contenti, hanno eliminato la trsmissione Cominciamo bene prima, che si sviluppava intorno al teatro, che evidentemente dà fastidio, chissà perchè poi, forse la gente pensa troppo poi...meglio puppe e secchioni.
Qualcuno vorrebbe dimezzare le puntate che Saviano sta preparando per l'azienda pubblica.
Non contenti, hanno eliminato la trsmissione Cominciamo bene prima, che si sviluppava intorno al teatro, che evidentemente dà fastidio, chissà perchè poi, forse la gente pensa troppo poi...meglio puppe e secchioni.
MANOVRA CORRETTIVA FINANZIARIA?
Da Oltre:
Si dice «manovra correttiva finanziaria»; si giustifica l'emergenza con la crisi greca e con il sostegno all'euro; si motiva il ricorso al decreto legge con l'emergenza... Poi si scopre che la Cosa si compone di 52 articoli che comprendono, certo, le famigerate misure di cui si parla da giorni, ma anche una serie di altri provvedimenti, abbastanza eterogenei, che aggiustano qua e là i conti, tanto perché questo governo non perda l'abitudine di far passare con decreto, magari ponendo la questione di fiducia, di tutto e di più. Esempio: sono revocati i mutui accesi dalla Cassa depositi e prestiti entro il 31 dicembre 2006, il cui onere di ammortamento sia a totale carico dello Stato e che alla data di entrata in vigore del decreto di manovra non siano stati erogati. Le somme sono destinate al programma di infrastrutture strategiche, con priorità per il finanziamento del Mose di Venezia, nel limite di 400 milioni. Quanto sia, questo ammontare, non è dato sapere: ma forse andranno ad alimentare ulteriori, costosissime consulenze e progettazioni per il Ponte di Messina, che, a questo punto, gode già dell'invidiabile record di essere il ponte più costoso che NON sia mai stato costruito.
Ancora più interessante, all'art. 7 (commi 26-29), si passano le competenze di un intero dipartimento del Ministero per lo Sviluppo Economico, e cioè quelle relative allo sviluppo e alla coesione economica, che gestisce tra l'altro il fondo per le aree svantaggiate (FAS), alla Presidenza del Consiglio. Si cambia cioè la struttura delle deleghe ministeriali, e quindi dei poteri all'interno del governo, con tre commi di un articolo di un decreto che, ufficialmente, serve a tutt'altro.
Inoltre, poichè l'attuale Presidente del Consiglio detiene l'interim del suddetto Ministero (dopo la nota vicenda Scajola), che vuol dire tutto questo? Che forse, prima di cedere la delega a qualcuno di non sua piena fiducia (in cambio di un qualche assenso, per esempio al ddl sulle intercettazioni?), il Nostro Immarcescibile la svuota della poca sostanza rimasta (leggi: fondo FAS). Confermando, se così fosse, lo spregiudicato uso delle istituzioni a cui rischiamo di ritrovarci assuefatti.
Si dice «manovra correttiva finanziaria»; si giustifica l'emergenza con la crisi greca e con il sostegno all'euro; si motiva il ricorso al decreto legge con l'emergenza... Poi si scopre che la Cosa si compone di 52 articoli che comprendono, certo, le famigerate misure di cui si parla da giorni, ma anche una serie di altri provvedimenti, abbastanza eterogenei, che aggiustano qua e là i conti, tanto perché questo governo non perda l'abitudine di far passare con decreto, magari ponendo la questione di fiducia, di tutto e di più. Esempio: sono revocati i mutui accesi dalla Cassa depositi e prestiti entro il 31 dicembre 2006, il cui onere di ammortamento sia a totale carico dello Stato e che alla data di entrata in vigore del decreto di manovra non siano stati erogati. Le somme sono destinate al programma di infrastrutture strategiche, con priorità per il finanziamento del Mose di Venezia, nel limite di 400 milioni. Quanto sia, questo ammontare, non è dato sapere: ma forse andranno ad alimentare ulteriori, costosissime consulenze e progettazioni per il Ponte di Messina, che, a questo punto, gode già dell'invidiabile record di essere il ponte più costoso che NON sia mai stato costruito.
Ancora più interessante, all'art. 7 (commi 26-29), si passano le competenze di un intero dipartimento del Ministero per lo Sviluppo Economico, e cioè quelle relative allo sviluppo e alla coesione economica, che gestisce tra l'altro il fondo per le aree svantaggiate (FAS), alla Presidenza del Consiglio. Si cambia cioè la struttura delle deleghe ministeriali, e quindi dei poteri all'interno del governo, con tre commi di un articolo di un decreto che, ufficialmente, serve a tutt'altro.
Inoltre, poichè l'attuale Presidente del Consiglio detiene l'interim del suddetto Ministero (dopo la nota vicenda Scajola), che vuol dire tutto questo? Che forse, prima di cedere la delega a qualcuno di non sua piena fiducia (in cambio di un qualche assenso, per esempio al ddl sulle intercettazioni?), il Nostro Immarcescibile la svuota della poca sostanza rimasta (leggi: fondo FAS). Confermando, se così fosse, lo spregiudicato uso delle istituzioni a cui rischiamo di ritrovarci assuefatti.
INSEGNANTI OCCUPANTI
A Milano genitori e insegnanti, coordinati da rete scuole (e non dal Pd, perchè?) occupano il provveditorato per manifestare contro i tagli alla scuola. Loro alla scuola ci tengono.
giovedì 3 giugno 2010
PGT (piano di governo del territorio) MILANO
Grazie alle proposte delle opposizioni il PGT vedrà :
- la riduzione, di tre milioni di metri cubi della “quantità di cemento” ipotizzata nei diversi ambiti di trasformazione attraverso un’importante riduzione degli indici.
- l’aumento di oltre un milione di metri quadrati di verde programmato nei medesimi ambiti
- l’obbligatorietà di realizzazione di una quota pari al 35% (originariamente non vi era alcun vincolo riguardante quantità e localizzazione) di abitazioni in housing sociale (edilizia sociale, moderato etc.).
- un impegno riguardante l’area EXPO relativo alla necessità di mantenere anche dopo il 2015 il carattere “ambientalmente sostenibile” degli interventi lì previsti
- il condizionamento, per quel che riguarda il tunnel Rho-Linate, all’approvazione di un Piano per la Mobilità, prevedendo, in ogni caso la totale assenza di risorse pubbliche derivanti da Enti Locali. In pratica, lo diciamo con semplicità, il tunnel è in un binario morto.
- il rafforzamento di un vincolo per le Ferrovie dello Stato riguardante la necessità di investire tutti i proventi connessi alle operazioni sul demanio ferroviario verso la realizzazione della “Circle- Line” (passante ferroviario)
- un nuovo sistema premiale finalizzato a sostenere il risparmio energetico
- Una serie di interventi riguardanti la necessità di porre mano a ritardi presenti in città rispetto al recupero o alla realizzazione di “luoghi” particolarmente significativi legati alla cultura, alla socialità, agli spazi per i bambini (per es. : il Trotter, il progetto Aulì Ulè etc.).
Dedicato a chi dice che il Pd non combina mai niente. Qui il comunicato completo.
RACKET CASE A NIGUARDA
Ancora un articolo, questa volta sul Corriere, sul racket della case a Niguarda.
Mentre il vicesindaco continua a fare proclami, o a dare la colpa agli altri (in fondo è solo 20 anni che amministrano Milano), io ho sentito con le mie orecchie inquilini disperati che non ce la fanno più, perchè il comune non fà nulla di strutturale (per esempio acquistando immobili anzichè venderli, consentendo in questo modo di affittare ciascun palazzo a persone con redditi diversi, creando un mix sociale che non crei ghetti nei palazzi).
Mi domando, perchè lo sfratto della signora Pesco era stato sospeso per due anni dal comune?
Mentre il vicesindaco continua a fare proclami, o a dare la colpa agli altri (in fondo è solo 20 anni che amministrano Milano), io ho sentito con le mie orecchie inquilini disperati che non ce la fanno più, perchè il comune non fà nulla di strutturale (per esempio acquistando immobili anzichè venderli, consentendo in questo modo di affittare ciascun palazzo a persone con redditi diversi, creando un mix sociale che non crei ghetti nei palazzi).
Mi domando, perchè lo sfratto della signora Pesco era stato sospeso per due anni dal comune?
DOPPIE POLTRONE, MILANO LADRONA
Nel Pdl milanese il doppio incarico è all'ordine del giorno.
Qualche esempio? Lucio Stanca parlamentare e presidente della società dell'Expo (doppio stipendio), Decorato Parlamentare e vicensindaco con delega a traffico e sicurezza, Lupi vicepresidente della camera e presidente di Fiera Milano Congressi (eticamente e cristianamente, essendo lui portabandiera di Cl) e tanti altri...
Qualche esempio? Lucio Stanca parlamentare e presidente della società dell'Expo (doppio stipendio), Decorato Parlamentare e vicensindaco con delega a traffico e sicurezza, Lupi vicepresidente della camera e presidente di Fiera Milano Congressi (eticamente e cristianamente, essendo lui portabandiera di Cl) e tanti altri...
mercoledì 2 giugno 2010
MAREE NERE
"Incidenti come quello da noi (in Niger, ndr) accadono ogni giorno, la differenza è che nessuno ne parla”, dice al Guardian lo scrittore di etnia Ogoni Ben Ikari.
FESTA?
Festa della Repubblica.
30% di disoccupazione giovanile, nessun investimento per i giovani nella manovra appena varata, tagli a comuni e regioni che a loro volta taglieranno servizi (o aumenteranno le tasse), chiamate ai programmi del servizio pubblico senza dare possibilità di replica, citazioni di frasi di Mussolini, nessun investimento per il sud, rifiuti a Palermo (ce ne sono ancora anche a Napoli, ma alla tv non interessano più), scuola in rivolta per i tagli indiscriminati che la destrutturano a favore dell'ignoranza, nonni che mantengono genitori, figli che staranno peggio dei genitori, immigrati trattati indistintamente come criminali (ma sono gli unici che si ribellano alla mafia), promesse non mantenute (per esempio il federalismo), rei confessi che diventano dirigenti di stato.
Festeggiamo.
30% di disoccupazione giovanile, nessun investimento per i giovani nella manovra appena varata, tagli a comuni e regioni che a loro volta taglieranno servizi (o aumenteranno le tasse), chiamate ai programmi del servizio pubblico senza dare possibilità di replica, citazioni di frasi di Mussolini, nessun investimento per il sud, rifiuti a Palermo (ce ne sono ancora anche a Napoli, ma alla tv non interessano più), scuola in rivolta per i tagli indiscriminati che la destrutturano a favore dell'ignoranza, nonni che mantengono genitori, figli che staranno peggio dei genitori, immigrati trattati indistintamente come criminali (ma sono gli unici che si ribellano alla mafia), promesse non mantenute (per esempio il federalismo), rei confessi che diventano dirigenti di stato.
Festeggiamo.
DEMOCRATICAMENTE INTOLLERABILE
B. chiama Ballarò, insulta Giannini e Pagnoncelli, e mette giù senza dare possibilità di replica (democraticamente). Francamente intollerabile.
Per sapere la varità, basta guardare un post che ho scritto pochi giorni fa'.
Per sapere la varità, basta guardare un post che ho scritto pochi giorni fa'.
martedì 1 giugno 2010
PROPOSTE SULLA MANOVRA
Per sostenere la crescita e promuovere la sostenibilità dei conti pubblici il PD intende concentrare le sue proposte su quattro obiettivi:
1. nvestimenti per l’economia verde, il risparmio e l’efficienza energetica sostegno alla scuola, all’università e alla ricerca.
2. Primo modulo di riforma fiscale per spostare il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale.
3. Allentamento del patto di stabilità interno per comuni Province e Regioni per far ripartire gli investimenti nelle infrastrutture e aprire migliaia di piccoli cantieri.
4. Riavvio delle liberalizzazioni nel settore dei servizi
Tutto il contrario rispetto al Pdl
1. nvestimenti per l’economia verde, il risparmio e l’efficienza energetica sostegno alla scuola, all’università e alla ricerca.
2. Primo modulo di riforma fiscale per spostare il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale.
3. Allentamento del patto di stabilità interno per comuni Province e Regioni per far ripartire gli investimenti nelle infrastrutture e aprire migliaia di piccoli cantieri.
4. Riavvio delle liberalizzazioni nel settore dei servizi
Tutto il contrario rispetto al Pdl
NIENTE LAVORO = NIENTE FUTURO
Preoccupante il dato che riguarda i giovani. Il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni è pari ad aprile al 29,5%.
Fin quando le aziende cercano solo persone che hanno almeno 1 anno di esperienza in qualsiasi campo (ma se ho studiato fino ad ora, pur lavorando in un call center che non ti lascia grandi titoli lavorativi, come faccio ad avere esperienza?), la laurea torna buona solo nella solitudine del bagno, i contratti di lavoro sono di un mese "rinnovabile" (quando non sono a progetto, che è uguale a poter essere mandati a casa in qualsiasi secondo), nessuno investe in ricerca (e quindi, va da sè, in gioventù), quel 29,5% potrà solo crescere.
Meditiamo giovani, meditiamo.
Fin quando le aziende cercano solo persone che hanno almeno 1 anno di esperienza in qualsiasi campo (ma se ho studiato fino ad ora, pur lavorando in un call center che non ti lascia grandi titoli lavorativi, come faccio ad avere esperienza?), la laurea torna buona solo nella solitudine del bagno, i contratti di lavoro sono di un mese "rinnovabile" (quando non sono a progetto, che è uguale a poter essere mandati a casa in qualsiasi secondo), nessuno investe in ricerca (e quindi, va da sè, in gioventù), quel 29,5% potrà solo crescere.
Meditiamo giovani, meditiamo.
LA PACE NON SIA CON VOI
La pace non sia con voi. La pace diventa, in un mondo come il nostro, una provocazione, un fastidio, un attacco alla sicurezza. «Provocatori» ha detto un sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi, commentando l’iniziativa pacifista brutalmente attaccata dall’esercito israeliano. Nemmeno di fronte ai morti ci si ferma più, nemmeno di fronte alla fame. E però, quando la destra si manifesta con il proprio volto, quello vero, ci consente di ragionare e di riflettere con maggiore precisione, chiarendo anche le nostre – a volte fragili – posizioni.
La pace, che dovrebbe essere una prerogativa costituzionale, diventa qualcosa di difficile da accettare, di cui è necessario quantomeno discutere.
La pace non è un fatto universale, è di parte, di sinistra (estrema, perché i pacifisti sono estremisti). Una battaglia anche un po’ di retroguardia, come ci ricordarono numerosi commentatori quando molti di noi esposero alla finestra la bandiera arcobaleno.
Se ne occupano in pochi, della pace, e tali devono restare. È un tema di nicchia, nell’assurdo dibattito contemporaneo, ma di nicchia lo è soltanto per il mondo della politica, perché invece i cittadini, per la pace, si mobilitano ogni volta che si può.
Era già successo con Emergency e con la scandalosa posizione del governo italiano. Pacifisti e terroristi diventano quasi sinonimi, schierati come sono contro l’ordine costituito (che pacifista, dunque, non è, per definizione). Che cosa vogliono, questi pacifisti? Perché lo fanno? Che cosa li spinge? Chissà quali sono i ‘veri’ motivi che li muovono. E chi glielo fa fare.
Buonisti – la parola più stupida degli ultimi anni – da contrastare in patria, soggetti pericolosi da isolare e da contrastare quando sono in missione (anche quando operano nel contesto di una missione umanitaria). Il risultato è sotto gli occhi di tutti, in questo mondo tutt’altro che pacificato, di cui giustamente ci si sorprende per la presenza dei pacifisti. Perché il vero problema sono loro: guardati con sufficienza e con sospetto dalla politica istituzionale che proprio la pace dovrebbe invece garantire. Pace contro sicurezza, in una curiosa rappresentazione della realtà, da mondo rovesciato, dove i pochi che comandano sono quelli armati. Già. E così la pace diventa davvero perpetua, come in quel famoso titolo, macabramente ironico.
Che tutto questo sia accaduto nelle acque del Mediterraneo (internazionali, come se questa parola avesse ancora un senso) non fa che confermare la preoccupazione per uno spazio politico che si è trasformato in questi anni in una barriera e in un confine che non deve essere superato. Per nessun motivo. Il respingimento della pace: il nome di una brutta e colpevole storia.
La pace, che dovrebbe essere una prerogativa costituzionale, diventa qualcosa di difficile da accettare, di cui è necessario quantomeno discutere.
La pace non è un fatto universale, è di parte, di sinistra (estrema, perché i pacifisti sono estremisti). Una battaglia anche un po’ di retroguardia, come ci ricordarono numerosi commentatori quando molti di noi esposero alla finestra la bandiera arcobaleno.
Se ne occupano in pochi, della pace, e tali devono restare. È un tema di nicchia, nell’assurdo dibattito contemporaneo, ma di nicchia lo è soltanto per il mondo della politica, perché invece i cittadini, per la pace, si mobilitano ogni volta che si può.
Era già successo con Emergency e con la scandalosa posizione del governo italiano. Pacifisti e terroristi diventano quasi sinonimi, schierati come sono contro l’ordine costituito (che pacifista, dunque, non è, per definizione). Che cosa vogliono, questi pacifisti? Perché lo fanno? Che cosa li spinge? Chissà quali sono i ‘veri’ motivi che li muovono. E chi glielo fa fare.
Buonisti – la parola più stupida degli ultimi anni – da contrastare in patria, soggetti pericolosi da isolare e da contrastare quando sono in missione (anche quando operano nel contesto di una missione umanitaria). Il risultato è sotto gli occhi di tutti, in questo mondo tutt’altro che pacificato, di cui giustamente ci si sorprende per la presenza dei pacifisti. Perché il vero problema sono loro: guardati con sufficienza e con sospetto dalla politica istituzionale che proprio la pace dovrebbe invece garantire. Pace contro sicurezza, in una curiosa rappresentazione della realtà, da mondo rovesciato, dove i pochi che comandano sono quelli armati. Già. E così la pace diventa davvero perpetua, come in quel famoso titolo, macabramente ironico.
Che tutto questo sia accaduto nelle acque del Mediterraneo (internazionali, come se questa parola avesse ancora un senso) non fa che confermare la preoccupazione per uno spazio politico che si è trasformato in questi anni in una barriera e in un confine che non deve essere superato. Per nessun motivo. Il respingimento della pace: il nome di una brutta e colpevole storia.
Giuseppe Civati
da L'unità del 1/6/2010
MILANO CITTA' OMOFOBA?
Ma in che città viviamo? Cosa sta diventando Milano?
Sabato sera, alle colonne di San Lorenzo, due ragazzi gay sono stati insultati, sfottuti, picchiati alle 2 di notte, davanti a tutti. Una ragazza che ha provato a fermare i tre ragazzi (uno dei quali indossava una maglietta con una bella croce celtica) si è presa uno schiaffone.
Al di là del gesto, viene da chiedersi come mai in questa città si creano i presupposti perchè tre ragazzi si comportino così. E' triste, prima ancora che pericoloso.
Sabato sera, alle colonne di San Lorenzo, due ragazzi gay sono stati insultati, sfottuti, picchiati alle 2 di notte, davanti a tutti. Una ragazza che ha provato a fermare i tre ragazzi (uno dei quali indossava una maglietta con una bella croce celtica) si è presa uno schiaffone.
Al di là del gesto, viene da chiedersi come mai in questa città si creano i presupposti perchè tre ragazzi si comportino così. E' triste, prima ancora che pericoloso.
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