lunedì 17 maggio 2010
E-BOOK
Interessante intervista a Teresa Cremisi, la manager che si sta occupando della creazione della piattaforma Edigita, che si occuperà della distribuzione online degli ebooks nostrani, dopo un accordo fra RCS, Gems e Feltrinelli, per evitare che, come in America, sia Amazon a decidere i prezzi, livellando il mercato e togliendo agli editori il loro storico ruolo di promotori culturali.
sabato 15 maggio 2010
GIUSTIZIA E SICUREZZA?
Non parlo volentieri di giustizia rispetto a B. perchè non credo sia compito del Pd fare questo tipo di lotta, credo lo si debba combattere facendo una proposta alternativa di governo del paese, al punto in cui siamo arrivati.
In questa intervista però, non si fa' mai il suo nome, ci si occupa solamente dei problemi che il ddl sulle intercettazioni telefoniche causerà ai cittadini.
P.s. lo vota anche la Lega, alla faccia della sicurezza
Ecco l'intervista a Caselli .
Qual è la prima cosa che i cittadini devono sapere sulla legge in esame al Senato?
«Che è una minaccia proprio per la sicurezza dei cittadini. Gli emendamenti sono in continuo aggiornamento, ma il disegno è già chiaro: diminuiranno pesantemente il numero e l'ampiezza delle intercettazioni, indispensabili per la lotta alla criminalità. C'è un obiettivo che viene da lontano: la mortificazione dei pm, additati come nemici, per renderli subalterni al potere politico proprio mentre questo rivendica una sostanziale immunità. Per farlo, non si esita ad ostacolare di fatto le indagini anche sui reati più odiosi: non vorrei entrare nei tecnicismi, ma le procure rischiano di restare senza prove anche per omicidi, rapine, estorsioni, usura e bancarotte milionarie».
La destra che invoca legge ed ordine sembra accontentarsi della modifica che torna ad autorizzare le intercettazioni anche senza «evidenti indizi di colpevolezza».
«Era un limite talmente grossolano da rendere inevitabile una retromarcia: è ovvio che le intercettazioni si fanno proprio per scoprire il colpevole. Ma l'aggancio alla colpevolezza in realtà rientra dalla finestra, con il richiamo alle regole sui riscontri e col divieto di intercettare i telefoni non in uso agli indagati. Ma proprio le intercettazioni su persone vicine all'indagato spesso sono le più preziose. Così si crea un circolo vizioso, che si ripete per le ambientali: le microspie si potranno nascondere solo nel luogo del delitto, ma l'esperienza dimostra che i colpevoli parlano dei loro reati dove si sentono al sicuro, ad esempio in uffici, bar o auto. Anche il divieto di usarle come prove di reati diversi, perfino se più gravi, è pericolosissimo: se intercettando un rapinatore scopriamo un omicidio, non potremo più arrestare l'assassino».
Il governo in compenso nega di voler bloccare le inchieste su mafia e terrorismo.
«Riciclaggio, usura, estorsione, bancarotta sono reati non necessariamente mafiosi. Ma se non possiamo più intercettare se non in casi eccezionali, come facciamo a scoprire quando dietro c'è la mafia? Il problema è gravissimo, perché oggi la mafia è soprattutto economia illlegale».
E dell'"emendamento D'Addario", che vieta ai privati di registrare perfino i colloqui a cui partecipano, che ne pensa?
«È una norma assurda, ma a suo modo rivelatrice. I ricatti e le intimidazioni criminali iniziano con allusioni e minacce indirette, difficilmente denunciabili: la violenza arriva dopo. Se incriminiamo chi cerca di documentarle, rischiamo di lasciare liberi i colpevoli per punire le vittime».
In questa intervista però, non si fa' mai il suo nome, ci si occupa solamente dei problemi che il ddl sulle intercettazioni telefoniche causerà ai cittadini.
P.s. lo vota anche la Lega, alla faccia della sicurezza
Ecco l'intervista a Caselli .
Qual è la prima cosa che i cittadini devono sapere sulla legge in esame al Senato?
«Che è una minaccia proprio per la sicurezza dei cittadini. Gli emendamenti sono in continuo aggiornamento, ma il disegno è già chiaro: diminuiranno pesantemente il numero e l'ampiezza delle intercettazioni, indispensabili per la lotta alla criminalità. C'è un obiettivo che viene da lontano: la mortificazione dei pm, additati come nemici, per renderli subalterni al potere politico proprio mentre questo rivendica una sostanziale immunità. Per farlo, non si esita ad ostacolare di fatto le indagini anche sui reati più odiosi: non vorrei entrare nei tecnicismi, ma le procure rischiano di restare senza prove anche per omicidi, rapine, estorsioni, usura e bancarotte milionarie».
La destra che invoca legge ed ordine sembra accontentarsi della modifica che torna ad autorizzare le intercettazioni anche senza «evidenti indizi di colpevolezza».
«Era un limite talmente grossolano da rendere inevitabile una retromarcia: è ovvio che le intercettazioni si fanno proprio per scoprire il colpevole. Ma l'aggancio alla colpevolezza in realtà rientra dalla finestra, con il richiamo alle regole sui riscontri e col divieto di intercettare i telefoni non in uso agli indagati. Ma proprio le intercettazioni su persone vicine all'indagato spesso sono le più preziose. Così si crea un circolo vizioso, che si ripete per le ambientali: le microspie si potranno nascondere solo nel luogo del delitto, ma l'esperienza dimostra che i colpevoli parlano dei loro reati dove si sentono al sicuro, ad esempio in uffici, bar o auto. Anche il divieto di usarle come prove di reati diversi, perfino se più gravi, è pericolosissimo: se intercettando un rapinatore scopriamo un omicidio, non potremo più arrestare l'assassino».
Il governo in compenso nega di voler bloccare le inchieste su mafia e terrorismo.
«Riciclaggio, usura, estorsione, bancarotta sono reati non necessariamente mafiosi. Ma se non possiamo più intercettare se non in casi eccezionali, come facciamo a scoprire quando dietro c'è la mafia? Il problema è gravissimo, perché oggi la mafia è soprattutto economia illlegale».
E dell'"emendamento D'Addario", che vieta ai privati di registrare perfino i colloqui a cui partecipano, che ne pensa?
«È una norma assurda, ma a suo modo rivelatrice. I ricatti e le intimidazioni criminali iniziano con allusioni e minacce indirette, difficilmente denunciabili: la violenza arriva dopo. Se incriminiamo chi cerca di documentarle, rischiamo di lasciare liberi i colpevoli per punire le vittime».
Giancarlo Caselli - procuratore capo di Torino
SE DOVREI STUDIARE
Un interessante articolo sullo stato di acculturamento del nostro paese...e continuano a tagliare!
SCARICABARILE
Alla fine Obama si è incazzato, giustamente, perchè non è possibile che i furbetti facciano dei gran danni e le persone oneste paghino.
Stavolta a pagare saranno le compagnie petrolifere che hanno causato questo disastro ambientale!
Stavolta a pagare saranno le compagnie petrolifere che hanno causato questo disastro ambientale!
venerdì 14 maggio 2010
SPENDIAMO TROPPO, SPENDIAMO MALE
L'articolo di Sartori sul Corriere spiega in modo breve, semplice e chiaro i motivi dell'attuale situazione mondiale e italiana.
Mi soffermo solo sulla questione tasse. Se tutti le pagassero non saremmo così nella merda, e probabilmente quelli che non le pagano sono gli stessi che non vogliono che gli immigrati regolari votino per le amministrative.
Ma se, in America, si lottò contro l'Inghilterra al grido di: no taxation without rapresentation, oggi so potrebbe dire: no rapresentation without taxation, in modo tale che i signori che vengono scoperti ad evadere le tasse non posssano più nuocere alla collettività, almeno per tanti anni quanti hanno rubato allo Stato.
Mi soffermo solo sulla questione tasse. Se tutti le pagassero non saremmo così nella merda, e probabilmente quelli che non le pagano sono gli stessi che non vogliono che gli immigrati regolari votino per le amministrative.
Ma se, in America, si lottò contro l'Inghilterra al grido di: no taxation without rapresentation, oggi so potrebbe dire: no rapresentation without taxation, in modo tale che i signori che vengono scoperti ad evadere le tasse non posssano più nuocere alla collettività, almeno per tanti anni quanti hanno rubato allo Stato.
FRUSTATI SE NON VENDEVANO (frustati, non frustrati)
E' di ieri la notizia che in un call center offendevano e frustavano i lavoratori e le lavoratrici per rendere meglio (i prodotti da vendere erano dei vecchi aspirapolveri, riproposti come "presidi medici anti acari).
Può sembrare un caso isolato, e spero sia così, ma vale la pena soffermarsi sul mondo dei call center, e, avendoci lavorato, ne so qualcosa.
I contratti a progetto sono la causa di tutti i mali.
In questo modo il lavoratore non ha pagate vacanze, malattia, tredicesima; spesso si viene pagati a provigione, perciò si guadagna solo se si vende (e si finisce a far comprare qualsiasi cosa a parenti e amici, per disperazione), in più si può essere licenziati con una facilità inammissibile (mi è capitato di vedere con questi occhi persone che venivano la mattina a lavorare, provavano ad inserire la loro password nel pc, ma non funzionava, perchè era stata disabilitata senza neanche che sapessero di essere stati lasciati a casa).
Mentre ci battiamo per l'art.18 (che va bene, per carità) i co.co.pro rendono impossibile l'aggregazione fra lavoratori, perchè se si può essere lasciati a casa da un secondo all'altro, l'altro diventa solo un concorrente, uno che può essere lincenziato al posto tuo. Purtroppo molti sopportano qualsiasi angheria per tenersi il lavoro, anche a spese degli altri, perchè con quel lavoro ci pagano le bollette.
Questi contratti sono dei ricatti lavorativi, con i quali il datore di lavoro dice:" Se non ti va bene vai pure, ci sono altri 10 disperati che verranno a lavorare".
Forse varrebbe la pena, soffermarsi su queste pratiche vessatorie nei confronti dei lavoratri, che sono più diffuse di quanto si pensi, che distruggono il tessuto sociale del paese, che fanno regredire il mercato del lavoro alle miniere della rivoluzione industriale e che permettono ai datori di trattare i dipendenti come merce e non come persone.
Può sembrare un caso isolato, e spero sia così, ma vale la pena soffermarsi sul mondo dei call center, e, avendoci lavorato, ne so qualcosa.
I contratti a progetto sono la causa di tutti i mali.
In questo modo il lavoratore non ha pagate vacanze, malattia, tredicesima; spesso si viene pagati a provigione, perciò si guadagna solo se si vende (e si finisce a far comprare qualsiasi cosa a parenti e amici, per disperazione), in più si può essere licenziati con una facilità inammissibile (mi è capitato di vedere con questi occhi persone che venivano la mattina a lavorare, provavano ad inserire la loro password nel pc, ma non funzionava, perchè era stata disabilitata senza neanche che sapessero di essere stati lasciati a casa).
Mentre ci battiamo per l'art.18 (che va bene, per carità) i co.co.pro rendono impossibile l'aggregazione fra lavoratori, perchè se si può essere lasciati a casa da un secondo all'altro, l'altro diventa solo un concorrente, uno che può essere lincenziato al posto tuo. Purtroppo molti sopportano qualsiasi angheria per tenersi il lavoro, anche a spese degli altri, perchè con quel lavoro ci pagano le bollette.
Questi contratti sono dei ricatti lavorativi, con i quali il datore di lavoro dice:" Se non ti va bene vai pure, ci sono altri 10 disperati che verranno a lavorare".
Forse varrebbe la pena, soffermarsi su queste pratiche vessatorie nei confronti dei lavoratri, che sono più diffuse di quanto si pensi, che distruggono il tessuto sociale del paese, che fanno regredire il mercato del lavoro alle miniere della rivoluzione industriale e che permettono ai datori di trattare i dipendenti come merce e non come persone.
MARINO A CORTONA
Il PD deve dire dei sì e dei no.
Dobbiamo essere contro il nucleare, portare avanti la proposta di lavoro fatta da Ichino, a favore di un ricambio generazionale all'interno del partito (Civati, for example), a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili, a favore della banda larga su tutto il territorio ecc. ecc.
Il video è lungo, ma vale la pena.
Dobbiamo essere contro il nucleare, portare avanti la proposta di lavoro fatta da Ichino, a favore di un ricambio generazionale all'interno del partito (Civati, for example), a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili, a favore della banda larga su tutto il territorio ecc. ecc.
Il video è lungo, ma vale la pena.
giovedì 13 maggio 2010
PALERMO COME NAPOLI? NON IN TV
A Palermo la situazione dei rifiuti è grave, l'altra sera la gente incendiava i cassonetti. C'è solo un piccolo problema...perchè in tv non se ne parla? perchè il Pd non dice niente? (notare che l'articolo è del Giornale, non proprio di sinistra).
SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2010
SANTA MADRE CHIESA?
L'ex vescovo di Boston, Bernard Law, si era dimesso nel 2002 per aver coperti decine di preti pedofili, spostandoli da una parrocchia all'altra e permettendogli di continuare ad abusare di bambini.
Ora dovrebbe essere in qualche monastero in solitudine a meditare sui suoi errori, ed invece...ha un ruolo di spicco in Vaticano, fa parte di sei congregazioni. Siamo sicuri che il Papa sia così infallibile?
Ora dovrebbe essere in qualche monastero in solitudine a meditare sui suoi errori, ed invece...ha un ruolo di spicco in Vaticano, fa parte di sei congregazioni. Siamo sicuri che il Papa sia così infallibile?
mercoledì 12 maggio 2010
DALLA FRANCIA
La decisione del ministro Bondi di non andare a Cannes rivela il disprezzo del governo italiano per ogni critica. Anche Vittorio Mussolini, figlio del Duce, uscì furioso dalla proiezione di «Ossessione» di Visconti dicendo: «Questa non è l'Italia». Era il 1943.
Le Monde
L'ITALIA CHE SCIPPA IL SUD
Articolo su l'Espresso riguardo le decine di miliardi destinati inizialmente per lo sviluppo del mezzogiorno, dirottati per tappare i buchi del Campidoglio, o per i trasporti sul lago di Garda.
PRIMARIE E DINTORNI
Pippo Civati mi legge nel pensiero, e scrive esattamente quello che penso!
Il dibattito sul nulla (le primarie) - Filippo Civati
Bersani interviene nel dibattito sulle primarie con una dichiarazione non proprio fortunata:
Non apriamo dibattiti sul nulla. Le primarie vanno fatte funzionare, non vanno certo limitate, né tantomeno abolite. Nello Statuto dobbiamo preservarle ed evitare che paradossalmente da strumento prezioso di apertura alla società civile, le primarie possano ripiegare a strumento di autosufficienza del partito. È di questo e non di altro che si sta discutendo.
Bersani smentisce ma tutto sommato conferma. Togliere dallo Statuto l'obbligatorietà delle primarie, fare in modo che il candidato del Pd sia scelto dagli organismi dirigenti senza che vi sia la possibilità per nessun iscritto di sfidarlo (se non con più di un terzo degli organismi dirigenti stessi) e rendere complicato il passaggio dalle primarie di coalizione a quelle di partito (che abbiamo già apprezzato sia dove le primarie non sono state fatte, in attesa che arrivasse l'Udc, sia dove sono state fatte, perché ce le ha chieste qualcun altro, e abbiamo anche perso), non mi pare il «nulla». Anzi. Mi pare delicato e preoccupante.
P.S.: diversamente (forse) da altri, non ho scissioni da promettere, né sfracelli da minacciare, né secondi fini (con e senza la maiuscola) da perseguire. Sono settimane che dico che bisogna essere leali verso il segretario del Pd, però sulle primarie non transigo. Mi dispiace
Il dibattito sul nulla (le primarie) - Filippo Civati
Bersani interviene nel dibattito sulle primarie con una dichiarazione non proprio fortunata:
Non apriamo dibattiti sul nulla. Le primarie vanno fatte funzionare, non vanno certo limitate, né tantomeno abolite. Nello Statuto dobbiamo preservarle ed evitare che paradossalmente da strumento prezioso di apertura alla società civile, le primarie possano ripiegare a strumento di autosufficienza del partito. È di questo e non di altro che si sta discutendo.
Bersani smentisce ma tutto sommato conferma. Togliere dallo Statuto l'obbligatorietà delle primarie, fare in modo che il candidato del Pd sia scelto dagli organismi dirigenti senza che vi sia la possibilità per nessun iscritto di sfidarlo (se non con più di un terzo degli organismi dirigenti stessi) e rendere complicato il passaggio dalle primarie di coalizione a quelle di partito (che abbiamo già apprezzato sia dove le primarie non sono state fatte, in attesa che arrivasse l'Udc, sia dove sono state fatte, perché ce le ha chieste qualcun altro, e abbiamo anche perso), non mi pare il «nulla». Anzi. Mi pare delicato e preoccupante.
P.S.: diversamente (forse) da altri, non ho scissioni da promettere, né sfracelli da minacciare, né secondi fini (con e senza la maiuscola) da perseguire. Sono settimane che dico che bisogna essere leali verso il segretario del Pd, però sulle primarie non transigo. Mi dispiace
GIOVANI VECCHI
Qui l'intervista a Reichlin...ha ragione, bisogna alzare il tiro (capito cortoniani, bersaniani, correntini e correntoni?). Già.
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